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n. 28 dicembre 2012
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Un'inusuale protesta: bloccare le uscite didattiche
A rischio le esperienze "sul campo"
di Melchiorre Antonia - Emergenza scuola
Amate da tutti gli alunni per il divertente modo di apprendere, le uscite didattiche per alcuni rappresentano importanti ed uniche esperienze di vita.

La scorsa settimana il collegio del mio Istituto si è riunito per decidere la forma di protesta da adottare, come sta accadendo in molte scuole di Roma e non solo, nei confronti dei provvedimenti che questo governo sta mettendo in atto "contro" la Scuola. E' stato difficile trovare proposte che potessero mettere d'accordo la maggioranza dei docenti.
Come riuscire a conciliare il dovere di difendere la scuola e i diritti degli insegnanti e nello stesso tempo tutelare gli alunni e il loro percorso didattico?

Tra le forme di protesta adottate dal collegio, una mi lascia perplessa e non riesco ad accettare: bloccare le uscite didattiche fino alla fine dell'anno!

Pur rispettando l'opinione e le motivazioni delle colleghe, le quali sostengono che interrompere le uscite didattiche vuol dire mettere in difficoltà una serie di altre associazioni ad esse collegate, che a loro volta si spera si uniscano, insieme ai genitori, alla nostra protesta in modo da diventare una unica voce, ritengo però che in questo caso a rimetterci siano i bambini, ai quali si toglie una grande opportunità: conoscere attraverso esperienze dirette!
Finora abbiamo difeso le uscite didattiche come una parte importante del percorso formativo dell'alunno, ci siamo opposte a quelle famiglie che le ritenevano inutili ed abbiamo aiutato alcune di loro a sostenere le spese che non potevano affrontare per permettere ai figli di partecipare insieme ai loro compagni alla "gita" perché la ritenevamo un'esperienza importante per tutti, ed ora decidiamo di sospenderla per un anno!
Mi sembra un controsenso.

Ripeto che è importante trovare forme di protesta incisive, che riescano a farci sentire da chi governa questo Paese, ma siamo sicuri che sia questa la forma giusta? Io non ne sono sicura.

Penso ai miei alunni, a quando ho chiesto loro quanti avessero visitato un museo e alle poche mani alzate. Io so che quei bambini avranno la possibilità di fare alcune esperienze SOLO grazie alla scuola, perché i costi attraverso di essa sono agevolati! Ci sono famiglie (specie in questo momento storico) che non posso permettersi di portare i loro figli al cinema, al teatro, ad un museo, ad una mostra, ad un concerto perché, giustamente hanno altre priorità alle quali far fronte.
Se sosteniamo che "la scuola è di tutti" allora è anche di questi bambini!

Le uscite didattiche sono parte integrante del percorso scolastico dell'alunno come la matematica, l'italiano e le altre importanti materie, ma queste non ci è venuto in mente di sospenderle. La scuola sa cosa serve ad un bambino e se parliamo di storia, del lavoro dello storico, di come ricerca le fonti, possiamo incuriosirli con video o ricerche su internet, proporre libri da leggere sull'argomento, ma entrare in un museo e vedere di persona oggetti che studiosi con il loro lavoro hanno riportato alla luce, oggetti che uomini vissuti milioni di anni fa hanno costruito ed utilizzato, è veramente emozionante! Come si può non poter far fare questa esperienza ad un bambino? Ricordo, solo per citarne alcune, quando l'anno scorso siamo entranti nel giardino di Ninfea, o l'anno prima a Zoomarine, oppure quando con bambini di quinta abbiamo navigato sul Tevere e raggiunto Ostia Antica!
Esperienze come queste oltre che arricchirli a livello didattico, rafforza il senso di appartenenza al gruppo classe: tutti conosciamo l'emozione che si prova a stare tutti insieme su un pullman a ridere e a cantare! Inoltre per i più piccoli è un modo per sentirsi grandi, li aiuta a superare la paura di separarsi dalla famiglia, anche se solo per un giorno (figuriamoci per un campo scuola di tre giorni!!), mettendo così alla prova il grado di autonomia di ogni alunno.
Le emozioni che si provano vivendo queste esperienze resteranno per sempre nei ricordi dei bambini, molto più di qualunque ben fatta lezione!
Ormai siamo tutti d'accordo nel sostenere che le competenze di un alunno non si limitano a quelle strettamente legate alla didattica, ma anche alla sfera affettivo-relazionale. Non c'è apprendimento senza l'emozione legata a quella esperienza cognitiva: sono fortemente legate!
Bloccare le uscite didattiche per un intero anno scolastico vuol dire far perdere ad ogni bambino l'opportunità di vivere esperienze importanti che difficilmente potrà recuperare.

Ma allora, quale forma di protesta alternativa si può adottare?
Sicuramente utopistica, ma credo che se tutti gli alunni d'Italia, di ogni ordine e grado, contemporaneamente si riversassero silenziosamente nelle strade insieme ai loro genitori ed insegnanti, tutti i giorni anche solo per un'ora, senza urli ne schiamazzi, mostrando solamente lo sdegno per quello che stanno facendo alla Scuola, dimostrando ogni giorno tutti insieme che non saremo mai complici dell'"impoverimento" al quale vorrebbero sottoporre la scuola pubblica...forse solo questo basterebbe per farci ascoltare...forse!

Antonia Melchiorre, docente di sostegno, I.C. V.le Adriatico - Roma
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