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Numero: 2-ottobre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 22 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Un'Italia, tre scuole'  >>>
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Un'Italia, tre scuole
Processo agli insegnanti del sud
di Meligrana Francesca - Emergenza scuola
Molti di noi, quest'estate, hanno sentito la dichiarazione del Ministro della Pubblica Istruzione: la Gelmini affermava la necessità per gli insegnanti del sud Italia di frequentare dei corsi di aggiornamento per migliorare le proprie competenze, dato che una ricerca aveva messo in evidenza il divario nelle conoscenze scolastiche tra gli studenti del Sud e quelli del Nord (quest'ultimi, ovviamente più preparati)!!!

Di fronte a tale dichiarazione mi sono ancora una volta INDIGNATA! Perché? Perchè nasce dalla scarsa conoscenza della realtà scolastica DAL DI DENTRO e nello specifico proprio di quella del sud.
Mi aspetterei certe affermazioni dai non addetti ai lavori, da qualunquisti che si soffermano all'apparenza o che sono ancora legati ad atavici preconcetti (non entro nello specifico perché aprirei una triste parentesi) ma non lo accetto da chi dovrebbe amministrare la scuola e garantire le pari opportunità (ultimamente poco garantite a molti).

Io ho vissuto in prima persona le TRE REALTA' SCOLASTICHE , dal momento che ho insegnato al nord, al centro e al sud del nostro PAESE e chi come me ha compiuto questo percorso (non credo siano in pochi) sa benissimo che il divario si è creato dipende dalle diverse risorse del territorio e da una DIFFERENTE realtà SOCIALE.

Ricordo, quando insegnavo a Bergamo, che la scuola aveva a disposizione una discreta somma di denaro da investire nella scuola, grazie alle sovvenzioni da parte degli Enti Locali e a donazioni da parte delle industrie situate sul territorio. Questi soldi venivano utilizzati per pagare vari esperti che intervenivano direttamente a scuola (per esempio per psicomotricità, musica, musicoterapia, teatro, sport e così via), per materiale scolastico di vario genere (cartoncini colorati, pastelli, tempere, libri, ecc...) e per gli arredi scolastici. Inoltre sul territorio erano numerose le iniziative extrascolastiche per i bambini, giusto per citarne qualcuno corsi di judo, ginnastica artistica, danza e altro, a cui aderivano la quasi totalità degli alunni grazie anche al fatto che i costi erano contenuti per non gravare sulle famiglie, inoltre per le famiglie in difficoltà erano previste agevolazioni.

Ben diversa è la situazione al centro e al sud dove i soldi scarseggiano, non si riesce a comprare neanche il materiale di facile consumo e siamo noi insegnanti che spesso acquistiamo tutto l'occorrente dai cartoncini alla carta delle fotocopie, anche le famiglie contribuiscono fornendo carta igienica, scottex e sapone per le mani.
Figuriamoci se è possibile chiamare degli esperti. Gli esperti sono gli insegnanti che tirano fuori risorse personali davvero notevoli.

Se ci spostiamo a sud la situazione precipita perché le famiglie, purtroppo spesso, hanno come unico punto di riferimento la scuola e nient'altro. L'unico posto dove i bambini possono fare esperienza (e sappiamo tutti bene quanto sia importante fare esperienza per i bambini) è appunto la scuola e la famiglia. E se la famiglia non funziona? Tutto ricade sulla scuola che deve cercare di compensare le carenze familiari. Per non parlare di quei luoghi dove la malavita la fa da padrone e dove gli insegnanti combattono contro un modo di pensare, una mentalità purtroppo malata. Parliamo di veri e propri eroi, che senza farsi propaganda, lavorano sodo per una scuola migliore.

Ultimamente continuiamo a sentire dire che bisogna smetterla con gli sprechi!
Ma siamo sicuri che sia la scuola il luogo degli sperperi?

Francesca Meligrana Docente di sostegno 89° Circolo Didattico "C.Corradi"- Roma
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