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n. 28 dicembre 2012
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Un laboratorio a scuola sul metodo di studio (2^ parte)
Come prosegue l'attività
di Bevar Ernesta Angela - Organizzazione Scolastica
Sul numero di novembre abbiamo raccontato come è stata organizzata la prima giornata del laboratorio su motivazione e metodo di studio che si è svolto in tre giornate diverse presso l'Istituto Carlo Tenca di Milano. Sull'articolo precedente sono riportati gli obiettivi che il percorso si prefigge. In questo numero, la strutturazione della seconda e della terza giornata del laboratorio.

LA SECONDA GIORNATA DEL LABORATORIO
Nella seconda lezione, alla luce delle interviste effettuate tra i propri pari o adulti di riferimento, è stata svolta una analisi delle risposte raccolte. Sotto la guida della docente si è condivisa la lettura di tre interviste e ci si è soffermati su alcune domande chiave (Che strategie hai messo in atto? Quale era il tuo metodo di studio? A cosa o a chi attribuisci la causa di quella riuscita positiva? Ti sentivi bravo a scuola?) per provare a capire quanto la motivazione incida e influenzi la riuscita scolastica. Inoltre si è cercato di comprendere come il fare "metacognizione", cioè provare a riflettere sulle proprie modalità di apprendimento, unitamente allo sforzo che porta a sperimentare tante modalità di studio fino a trovare il proprio metodo personale, possa condurre ogni studente a sentire l'attività di studio come un dovere che, però, gradualmente può divenire anche piacere.

Successivamente è stato analizzato un testo sulla base di una scheda contenente alcuni consigli di massima su come gestire i problemi comuni nello studio di un testo scritto. Dopo la lettura della scheda, il gruppo ha provato a studiare un testo di storia della musica provando ad applicare le regole e i suggerimenti contenuti nella scheda per poi memorizzare ed esporre i contenuti del testo proposto. La suddivisione del brano è stata pensata in modo tale da poter ripetere il testo "a catena". Ogni studente ha relazionato al compagno seduto al proprio fianco il paragrafo letto e, successivamente, chi aveva ascoltato ha provato a riprendere e a proseguire la spiegazione aggiungendo il proprio paragrafo. Sono state date indicazioni rispetto ai contenuti-chiave e alla terminologia specifica. Al termine si è cercato di ripercorrere l'attività appena svolta, provando a capire come è stato affrontato il testo e come sono state messe in atto alcune strategie.

In riferimento alle interviste si è ribadita la specificità di ogni studente che, come si era già detto, dovrà sperimentare diversi metodi di studio e strategie per scoprire come funziona il proprio apprendimento. Tutte le strategie usate nel lavoro di studio del testo di storia della musica, quindi, sono solo una parte delle strategie che ogni studente può cominciare a sperimentare per verificarne l'efficacia rispetto al proprio apprendimento o la funzionalità rispetto al proprio stile di apprendimento.
1. Analisi condivisa delle interviste svolte dagli studenti.
2. Lettura di uno schema-guida per l'analisi e la comprensione di un testo di studio (vedi di seguito).



SCHEMA-GUIDA per l'ANALISI e la COMPRENSIONE di un TESTO di STUDIO.



Materiale di lettura difficile?
Scegli una moderata quantità di materiale o di un capitolo per iniziare.

1. Fatti una idea su come è organizzato il materiale: guarda se ci sono foto/disegni, grafici/tabelle, mappe, titoli, sottotitoli, frasi o parole evidenziate e chiediti quale è l'argomento generale? E Poi..
2. cercare le connessioni e le associazioni non per memorizzare, ma per capire;
3. cercare le parole i cui significati sono importanti per la comprensione del testo;
4. non vi scoraggiate e non smettere di leggere, se ci sono difficoltà chiaritele cercando sul vocabolario qualche parola difficile oppure riposate per qualche minuto gli occhi, poi riprendete;
5. sottolineare, riassumere, mappare: ognuno scelga il suo metodo - il proprio metodo di studio lo si impara nel tempo, cercando di capire cosa funziona meglio per il proprio apprendimento - per sistematizzare i concetti fondamentali del testo;
6. se necessario, ripetere a voce alta;
7. ricordarsi che ogni tipo di lettura ha un ritmo diverso; un romanzo si legge più velocemente di un testo di biologia la cui lettura andrà scandita con calma e spesso ci farà tornare a capitoli precedenti o ci porterà a rileggere più volte prima di capire bene il concetto;
8. quando hai finito chiudi il libro e chiediti cosa sai adesso su quell'argomento che prima non sapevi;
9. puoi tradurre ciò che leggi in appunti veloci al margine del libro o sugli appunti (vedi immagine), per esempio;


























3. Esercizio a coppie e a seguire esposizione "a catena" su un testo di storia della musica per riflettere sulle seguenti operazioni cognitive: analizzare, comprendere, memorizzare, esporre. (Si vedano gli allegati alla seconda lezione).



LA TERZA GIORNATA DEL LABORATORIO
Nella terza lezione si è proposto agli studenti un lavoro di esposizione su testi sui quali era stato svolto un lavoro di analisi nel corso della seconda ora di lezione e una prova di lettura ed esposizione di altri testi da leggere ex novo. Attraverso registrazione video e visione delle esposizioni di tutti gli studenti sono stati analizzati i difetti e gli aspetti da migliorare dell'esposizione di tutti, ma contemporaneamente sono state anche evidenziate le potenzialità e gli aspetti positivi dell'esposizione di ogni studente.

Agli allievi è stato proposto un testo di storia della musica da studiare per la prima volta. In seguito ogni studente ha esposto il brano letto e il gruppo ha rivisto i video delle prove di esposizione al fine di poter osservare e osservarsi e per poter condividere delle riflessioni in gruppo rispetto alle potenzialità espresse, al linguaggio usato, alla sicurezza, alla postura, eccetera. Successivamente è stato consegnato agli allievi un testo precedentemente studiato nella seconda lezione di questo corso. Alla prova dell'esposizione, in virtù anche dei consigli e delle annotazioni/osservazioni/suggerimenti precedenti, si è potuto analizzare in gruppo quali i cambiamenti e i miglioramenti che si sono potuti sensibilmente notare a seguito di una più attenta analisi del testo e all'impiego di maggiore tempo speso sullo stesso brano (rivisto nella prima e nella seconda lezione).
Infine, al termine delle tre ore di lezione, è stato chiesto agli studenti di segnare su un cartellone le proprie impressioni - in forma anonima - rispetto alle aspettative precedenti al corso di recupero e alle opinioni/ai pensieri dopo averlo frequentato, in modo da valutare la ricaduta didattica del percorso proposto.

Al termine della terza lezione è stato chiesto a tutti gli studenti di scrivere su un grande foglio (in allegato a questo registro) una riflessione sul corso seguito rispetto alle aspettative iniziali e cosa questo percorso ha modificato della propria modalità di pensare allo studio. In questo modo si è cercato di trarre le prime conclusioni circa la ricaduta didattica di questo percorso.





RICADUTA DIDATTICA
Il corso progettato per sei studenti ha registrato l'assenza di tutte le tre lezioni da parte di 1 alunno, l'assenza di due lezioni da parte di 1 alunno, l'assenza di una lezione da parte di 2 alunni, la presenza di tutte le lezioni per 2 alunni, la presenza volontaria di 1 allieva, che non era stata convocata per il corso, per due lezioni. Complessivamente si è notata una attenzione più che buona in aula, ma una restituzione appena sufficiente nelle consegne dei compiti da svolgere a casa tra una lezione e l'altra (vedi intervista e lavoro di planning che pochi hanno svolto o hanno svolto solo in parte). Una delle alunne ha riportato nel corso dell'ultima lezione di aver provato a studiare tenendo conto dei consigli e delle riflessioni condivise in questo corso di recupero e di aver potuto notare dei miglioramenti nei propri risultati. Altri studenti hanno riportato nel brainstorming finale la sensazione di affrontare un percorso non immediato e non semplice, ma hanno colto quanto la riflessione su se stessi, l'analisi dei propri obiettivi e delle proprie potenzialità possa essere legata alla motivazione ad apprendere e, di conseguenze, incidere sensibilmente sul proprio rendimento scolastico. Altri studenti hanno restituito una sensazione superficiale di benessere, ma sembrano proiettati a far meglio e a far tesoro di quanto appreso.

Ernesta Angela Bevar, docente di sostegno IIS Caterina da Siena - Milano
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