Numero: 2 -Gennaio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci Web
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Un legame inscindibile!
Fiducia in se stessi e apprendimento
di Paffetti Elisabetta - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
Il modello classico della didattica è quello della lezione frontale integrato dallo studio individuale dei discenti a casa. Anche se con il supporto delle nuove tecnologie ai docenti è stata offerta la possibilità di pianificare e di offrire delle lezioni più animate e stimolanti, nessuno di noi può asserire con certezza che tutti gli allievi seguano le spiegazioni, perché possono essere distratti o poco motivati, oppure non all'altezza di quei ritmi di insegnamento.
Di qui lamentiamo la scarsa attenzione degli allievi, non tenendo sufficientemente in considerazione la motivazione alla base del loro apprendimento. Parallelamente a questo, coesiste anche un altro aspetto da tener presente quando si fa didattica: i diversi ritmi, livelli e stili di apprendimento degli alunni.
Negli ultimi anni molti psicologi dibattono sull'importanza della fiducia in sé stessi da parte degli allievi come base motivazionale all'apprendimento. Varie sono le interpretazioni e definizioni che vengono date del concetto di "fiducia in sé stessi", ma possiamo generalizzare affermando che un soggetto ha fiducia in sé a seconda delle aspettative che sono insite nel problema a cui è sottoposto ed alla complessità del compito che deve assolvere. La capacità di rendimento è diversa a seconda delle situazioni e la fiducia in sé stessi è strettamente connessa ad esse. Posto che le convinzioni sulle proprie capacità si sviluppano in ognuno in modo differente, è importante individuare quali sono gli elementi che contribuiscono a produrre una esperienza di fiducia o di sfiducia.
Gli indicatori presi in esame hanno consentito di tracciare delle caratteristiche che contraddistinguono un allievo che possiede o non possiede fiducia nelle proprie capacità e si possono riassumere come di seguito.
L'allievo ha fiducia in sé quando:
- ritiene di disporre di un repertorio sufficientemente sviluppato di competenze;
- è soddisfatto nel valutare le sue competenze in riferimento al rendimento scolastico;
- conosce cosa si richiede per raggiungere determinati obiettivi scolastici;
- realizza comportamenti nella speranza del successo;
- non sperimenta ansia nelle situazioni scolastiche.

L'allievo sperimenta poca fiducia in sé quando:
- reputa di non disporre, nella maggior parte delle situazioni, delle competenze richieste;
- è scontento nel valutare le competenze in suo possesso;
- ignora metodi ed azioni per il raggiungimento delle mete scolastiche;
- non sviluppa aspettative di successo;
- è colpito frequentemente da stati di ansia nelle diverse situazioni di rendimento.(1)

La percezione adeguata delle proprie capacità da parte di ogni allievo dipende da un processo che si innesca in seguito ad ogni azione. Nello specifico ogni alunno agisce, ottiene un risultato che subito paragona ad uno standard e dal confronto si attribuisce un valore, assegnandosi una posizione. Dalla propria percezione dipenderanno la motivazione, l'impegno scolastico e le aspettative di successo o di insuccesso.
Gli allievi con scarsa fiducia in loro stessi vivono il peso del rendimento scolastico, si sentono sempre inadeguati alle richieste che affrontano con rabbia, svogliatezza, aggressività e scoraggiamento.
Noi insegnanti non possiamo ignorare l'importanza che riveste la cura della personalità dei discenti. Cercando di superare le proprie accettabili perplessità, incertezze o resistenze in tal senso, i docenti non possono eludere il proprio impegno in questa direzione. Tutta l'azione didattica dovrebbe muoversi verso l'incoraggiamento della personalità degli allievi, stimolandoli ad affrontare con fiducia le situazioni di rendimento.
Fondamentale in questa operazione sono sia la modalità con cui un'insegnante interagisce con gli alunni, sia l'organizzazione dell'ambiente di apprendimento.
E' proprio quest'ultimo aspetto che spesso intimorisce maggiormente i docenti, che in molti casi temono di abbandonare vecchi e consolidati schemi di insegnamento e metodi già ampiamente sperimentati.

Elisabetta Paffetti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma

(1) H.Franta, A.R. Colasanti, L'arte dell'incoraggiamento, Ed.Carocci, Roma, 2006, da p. 20 a 22
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