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n.56 ottobre 2015
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Articolo 'Un libro è un viaggio.'  >>>
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Un libro è un viaggio.
Percorso di lettura e scrittura creativa per il primo ciclo di scuola primaria.
di Melchiorre Simonetta - Didattica Laboratoriale
L'inizio di un ciclo somiglia al principio di un viaggio, di un'esplorazione all'interno e all'esterno di sé, un percorso di crescita e di conoscenza. Un gruppo di viandanti si ritrovano sotto lo stesso tetto, a vivere la stessa avventura, a percorrere lo stesso tragitto senza essersi scelti, casualmente, fortuitamente, sono lì; alcune fatalità hanno permesso che fossero in quell'aula e non nella classe accanto con altri bambini, con altre maestre. Lo stesso capita alle insegnanti, per cui vale il principio corretto "ogni scarrafone è bello alla maestra sua", all'inizio per lei ogni combinazione è possibile, un bambino vale l'altro, i loro sguardi non le dicono assolutamente nulla, ma lei fin da ora sa che già alla fine del primo mese di scuola, come una figura che emerge dallo sfondo, i suoi bambini predomineranno su tutti gli altri, diventeranno speciali, gli unici, i soli che potevano capitarle.

Dicevo un gruppo di viaggiatori, con aspettative e paure nello zaino, con zavorre che lasceranno lungo la strada e doni da offrire, aspetti di sé e degli altri da scoprire: questa è una classe all'inizio del cammino.

Per lavorare sulla consapevolezza di questa esperienza iniziatica, scelgo un libro che ritengo adatto ai bambini di prima della scuola primaria, carico di significati legati appunto al viaggio di trasformazione e di crescita, alla consapevolezza di sé, al dono e all'incontro: "Arcobalena" di Massimo Sardi, edito da Giunti.
Iride è un'arcobalena che possiede appunto tutti i colori dell'arcobaleno, è bellissima e dolce, ama cantare ma la sua voce stonata e gracchiante infastidisce chi le è vicino, rendendola triste e sola, così decide di partire.
Nel suo viaggio incontra vari personaggi, ognuno con una storia da raccontare, un dolore da sopportare, una difficoltà da superare. Ad ognuno di loro Iride dona un pezzetto di sé, un colore con cui i suoi amici ritrovano la gioia e il desiderio di vivere. Ma non tutti gli incontri sono piacevoli, non con tutti l'arcobalena sperimenta il piacere del dono, Iride, lungo il cammino, incontra anche due brutti ceffi, lo squalo e la piovra, che le rubano gli ultimi colori, lasciandola candida. Intanto la nostra protagonista è giunta al termine del suo viaggio, tra i ghiacci scoprirà che la sua voce è cambiata, ora il suo canto è meraviglioso, melodioso, capace di attrarre a sé chiunque lo ascolti, così incontra l'amore: il capodoglio Moby Dick, bianco come lei e come lei desideroso di amore, insieme costruiscono una famiglia.

Arcobalena non è più colorata, ha perso molto di sé nel corso del suo viaggio ma ad ogni incontro, ad ogni scambio di doni, il suo desiderio di musica e di relazione divenivano sempre più realtà.

"Arcobalena" è un libro che offre molti spunti per un percorso di scrittura creativa e di alfabetizzazione emotiva con bambini del primo ciclo di scuola primaria; io ho affrontato la lettura di questa storia in prima e ho potuto constatare che si offre per un lavoro ricco e stimolante sotto molti punti di vista.

- Viene incoraggiata la capacità di ascolto, la narrazione risulta fluida, semplice ma carica di significati, anche esistenziali, utili per un lavoro sulle emozioni.

- Si può affrontare un percorso di educazione all'immagine con lo studio dei colori, la realizzazione dei personaggi e la produzione di un libro creato dai bambini con svariate tecniche, dal frottage all'acquerello, dal materiale riciclato o legato all'ambiente marino (sabbia, conchiglie, sassolini) al collage, alla manipolazione di materiale come das e plastilina.

- Viene coinvolta anche l'educazione musicale con la rappresentazione dei differenti personaggi e le loro peculiarità fisiche o caratteriali, attraverso l'utilizzo dello strumentario Orff ad esempio (qualora non fosse presente a scuola si possono benissimo ricreare degli strumenti con materiale riciclato, come ad esempio i tubi delle patatine o i barattoli riempiti da sassolini, riso, ma anche oggetti di uso quotidiano coperchi, bicchieri, carta...). Questa ricerca del suono che possa descrivere ad esempio il movimento guizzante del pesciolino o la sua timidezza, rappresenta un importante momento creativo per i nostri alunni, un'occasione per guardare la realtà con altri occhi e di riflessione sulle molteplici possibilità della nostra capacità espressiva.

- Il racconto risulta prezioso anche per un percorso di scrittura creativa e alfabetizzazione emotiva, ciascun personaggio è portatore di una caratteristica umana, di una modalità di stare al mondo, di un sentimento, di una difficoltà su cui si può riflettere:

Arcobalena rappresenta la generosità ma anche la frustrazione (ama il canto ma la sua voce inizialmente è sgraziata e stonata) e il coraggio di intraprendere un viaggio;

il pesciolino mette in scena la timidezza, l'insicurezza;

il sole la solitudine;

la stella marina la tristezza, l'invidia;

il drago marino la simpatia, l'apparenza, la superficialità nel giudizio;

il delfino la leggerezza, l'allegria, la giocosità;

la piovra e lo squalo rappresentano invece la prepotenza, l'arroganza, il furto;

il capodoglio Moby Dick è l'incontro, l'amicizia, l'amore, la fine della solitudine.

Poi ci sono altri aspetti su cui si può lavorare, che non sono rappresentati dai personaggi del racconto ma sono importanti allo stesso modo:
- la voce e il canto che descrivono il desiderio inizialmente impossibile di Arcobalena o anche l'aspetto di sé da trasformare per poter incontrare l'altro, il suo progetto, che dà l'avvio al viaggio e che si realizza al termine di un cammino ricco di incontri e scambio di doni.

- il mare, l'acqua che fa da sottofondo al racconto, che rappresenta l'ambiente in cui si svolge e che offre una moltitudine di spunti su cui lavorare (le parole liquide, le parole profonde, le parole mosse, i suoni dell'acqua, i movimenti del mare...), poesia, musica, danza, tutto può venire coinvolto dalla lettura di questo libro.

La storia di Arcobalena si intreccia nella mia mente con il racconto "Piccolo blu e piccolo giallo" di Leo Lionni, perché anch'esso parla di amicizia, di trasformazione nell'incontro, di scambio di parti di sé per diventare qualcosa di diverso insieme, una storia bella e semplice (nel senso di pura, innocente, candida, schietta, sincera) che usa anche lei la metafora dei colori.

Piccolo blu e piccolo giallo sono due amici, due macchie di colore che ad un certo punto si abbracciano forte, dando vita, insieme, ad un altro colore. Per questo non verranno riconosciuti dai loro genitori ma alla fine riusciranno a far capire ai grandi che quel nuovo essere, in realtà, sono loro quando si trovano insieme; così anche gli adulti cominciano a "mischiarsi", come ha osservato Sebastiano, un mio alunno di prima e a non avere più così paura di stare vicini.

Anche qui si può lavorare su molti aspetti, ad esempio sulla realizzazione di un cartellone dell'amicizia. I bambini diventeranno un colore, lo sceglieranno, sarà quello che preferiscono e così trasformati, con il loro colore in un piatto, incontreranno un altro bambino, anche lui con un colore preferito, a questo punto si divertiranno a vedere che cosa diventano insieme. E' un'attività piacevole per loro ma anche un'occasione di riflessione. Per fare ciò devono condividere un po' di se stessi, lasciare andare una parte che magari gli piace (il colore che hanno scelto), a cui erano affezionati, per vedere cosa succede se ci avviciniamo molto ad un'altra persona, questo può essere un esercizio con una forte valenza simbolica.

Si può ragionare, in un confronto corale, su cosa mettono in campo del proprio carattere, delle proprie conoscenze, delle proprie peculiarità nelle loro amicizie.

Si può fare, sono piccoli ma sono aperti, curiosi, saggi.
I bambini mi sorprendono sempre con la loro serietà e il loro entusiasmo, sono per me una fonte inesauribile di incanto e di apprendimento.

di Simonetta Melchiorre
Insegnante di scuola primaria e art counselor, I.C. Maria Montessori, Roma.
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