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n.85 settembre 2018
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Oggi è il giorno:19 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Un libro per un anno
Appunti di viaggio: l'arte di fermare i ricordi
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
"Che sia lontanissimo o a due passi da casa,
ogni viaggio merita di essere ricordato". 


Pino Pace e Allegra Agliardi

Possiamo considerare l'anno scolastico un viaggio?
La risposta sembra essere ovviamente positiva: ci sono percorsi da fare, situazioni da affrontare, molte cose da scoprire, ostacoli da superare, persone da incontrare...
Si pone dunque la questione della documentazione di questo viaggio: nella nostra scuola, non far scivolare via esperienze efficaci e formative è sempre una questione aperta, alla quale l'utilizzo del registro elettronico e le varie piattaforme rispondono solo in parte.
Come rendere la poesia del viaggio, il filo della narrazione, le sensazioni, gli entusiasmi, le esperienze condivise? Come fare in modo che si mantenga questo fil rouge per tutta la durata dell'anno?
I libri vengono come sempre in aiuto ed in questo caso l'incontro fortunato è stato con "Appunti di viaggio" di Pino Pace e Allegra Agliardi.
Si tratta di una sorta di manuale che offre l'opportunità di mettere da parte tecnologia e social network, per avvicinarsi in modo ludico alla NARRAZIONE prendendo spunto proprio dai diari di viaggio. 
 
Pino Pace, scrittore prolifico e insegnante di scrittura creativa allo IED (Istituto Europeo di Design) di Torino nonché conduttore di laboratori di narrazione con bambini e ragazzi, ed Allegra Agliardi, illustratrice di esperienza con moltissime pubblicazioni in Italia ed in campo internazionale, invitano a riscoprire la manualità come mezzo di espressione efficace per raccontare momenti, avventure, pensieri e a riscoprire il piacere dell'osservazione e del racconto, seguendo spunti e suggerimenti di grandi autori come Queneau, Calvino, Perec, Munari e tanti altri.
Attraverso dei pretesti narrativi e delle suggestioni grafiche, il libro suggerisce di costruire un carnet di viaggio e di arricchirlo con elementi diversi via via che si srotola il percorso annuale.
Proprio come i grandi viaggiatori, gli esploratori, gli scrittori on the road, gli intellettuali romantici alle prese con il Grand Tour, i bambini compileranno il proprio carnet de voyage, cioè un quaderno da arricchire non solo con racconti e riflessioni, ma anche con disegni, foto e piccoli oggetti.
Ogni itinerario può essere descritto in tante maniere differenti e la bellezza del carnet sta nel poter esprimere le proprie preferenze, i propri gusti e nel raccontare in modo libero, senza la paura del giudizio.

Il libro è ricchissimo di suggerimenti, offre mille opportunità di adeguare il racconto al proprio stile, propone di farlo recuperando la manualità ed utilizzando materiali semplici, alla portata di tutti.
Le esperienze di questo anno scolastico potranno quindi essere raccontate, ognuna secondo le proprie sensazioni e priorità, utilizzando un quaderno, da personalizzare con un copertina decorata, degli elastici per trattenere biglietti e mappe, da riempire con disegni, racconti, poesie, esperienze...
Sarà anche un modo per fermare l'attenzione dei bambini sui particolari, sullo studio delle sensazioni, per aumentare la loro capacità di ascolto, sempre più frammentata a causa del bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti, per lasciarli esprimere seguendo la loro sensibilità.
Proprio come facevano gli storici o gli scienziati di qualche tempo fa, i bambini raccoglieranno dati e li organizzeranno nel loro carnet come memoria di quello che hanno vissuto per mostrarlo agli altri e per fermare i ricordi.



La moda del carnet de voyage è una realtà in espansione nel modo adulto: forse in risposta alla massiccia invasione del digitale, c'è una riscoperta del quaderno che usavano Chatwin ed Hemingway; nelle cartolerie è possibile trovare diversi modelli di quaderni dalla copertina nera e veri e propri traveler's notebook, quaderni di ispirazione giapponese che, grazie ad un sistema di elastici, consentono di inserire in una copertina esterna non solo quaderni, ma anche cartine, biglietti, appunti, buste con ritagli di giornale o fiori essiccati, tutto in modo dinamico e assolutamente personale.
Molte persone utilizzano oramai questo strumento come agenda, per sostituire o affiancare quella elettronica o dello smartphone, per recuperare quella gestualità, quel rito, quel senso di realtà così essenziale, essendo troppo immerse nel virtuale: del resto non c'è anche un ritorno alla foto istantanea e alle mitiche Polaroid?

Il libro di Pino Pace e Allegra Agliardi è una vera palestra espressiva ed è leggibile ed utilizzabile a differenti livelli, proprio come si fa con gli albi illustrati.
Come ogni attività che richiede un esercizio, occorrerà proporre costantemente dei lavori che riempiano il carnet: osservazione del mercato sotto scuola e racconto delle sensazioni - colori, profumi, suoni e rumori -, descrizione dell'albero al centro del cortile o di un cibo nuovo assaggiato a mensa, raccolta di "reperti" durante un'uscita, racconto di un dialogo avvenuto in classe con parole ed immagini per richiamare anche le espressioni ed i movimenti, creazione di un posto che non esiste, disegno di una mappa fantastica.
Il carnet sarà un po' il diario di viaggio del nuovo anno con il fil rouge che legherà i vari momenti e le persone che li vivono insieme.


Cristina Ansuini, dottore in Psicologia e Scienze dell'Educazione, docente presso la scuola "San Francesco d'Assisi" dell' I.C. "Piazza Borgoncini Duca", Roma
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