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n. 72 aprile 2017
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Articolo 'Un miscuglio di eccellenze'  >>>
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Un miscuglio di eccellenze
Il futuro è già tra i banchi
di Bono Liliana - Intercultura
tratto da valsassinanews.com
tratto da valsassinanews.com
Eccellente ovvero il massimo, competente a livello eccelso.
Parliamo di bambini tra i banchi di una scuola primaria multietnica, interculturale all'ennesima potenza.
Che ne pensate di fare due chiacchiere con il vostro vicino di posto a destra, ad esempio in treno, in lingua cinese, poi voltarvi a sinistra e rispondere al vostro amico in lingua araba e nel frattempo ascoltare una lezione di Storia in lingua italiana?
Ovviamente interagendo con tutti a livello personale e profondo, manifestando concretamente la consapevolezza di appartenere ad un gruppo multietnico di cui si comprendono e si condividono le regole.
Wow! Io direi. Magari fossi capace di tanto!
Ebbene, i miei alunni lo sono, all'età di sei anni.
Al momento stanno imparando, anche piuttosto velocemente direi, a leggere e scrivere usando il codice linguistico italiano, ma domani saranno capacissimi di trasferire l'apprendimento nel codice arabo, nel codice cinese, nel codice inglese, nel codice "da Vinci".
Il futuro è tra i banchi, anche se siamo a corto di mezzi e materiali, pieni di situazioni da risolvere, anche se scriviamo non sempre su quaderni interi e perfetti, anche se a volte dobbiamo fare spazio in noi.
Fare spazio in noi, praticamente quasi sempre.
Anche perché in classe siamo ventiquattro e a volte ci sono ospiti di altre scolaresche che vengono suddivise per mancanza di insegnanti supplenti.
Ma va bene, così impariamo a fare spazio.
Fare spazio e spendere tempo, potrebbe essere il riassunto delle nostre giornate.
A volte guardo interagire i miei alunni e li vedo relazionarsi con me, come con un capo, un superiore, il comandante della nave.
Come sono diverse le cose, in realtà.
Ogni generazione è destinata a superare la precedente suppongo. Di certo io non avrò mai la disinvoltura e la capacità comunicativa che le loro piccole menti già padroneggiano adesso.
A volte nel silenzio (si fa per dire) della cattedra mi capita di chiedermi perché mi obbediscano.
In quel momento ho un ruolo da impersonare, ma devo dire che in realtà spesso io mi sento a capo di una squadra di pionieri, e mi sembra che il futuro mi guardi chiedendomi di essere all'altezza.
E io a volte mi sento già fortunata se non li "abbasso", se non li faccio smettere di sorridere, di essere competenti ed eccellenti nel vivere e nel sopravvivere.
Con i miei alunni più che mai prediligo la didattica laboratoriale, ogni volta che mi è possibile, mescolando le varie eccellenze.
Durante le attività si utilizzano le competenze e le eccellenze, per osmosi tra soggetti predisposti.
(E io ricomincio a studiare il Cinese).


Liliana Bono, docente di scuola primaria, Istituto "G. Parini", Torino
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