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n.21 marzo 2012
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Un paradigma per l'inclusione
Ma che paroloni!
di Ruggiero Patrizia - Orizzonte scuola
Paradigma, paradigma l'ho già sentita, ma dove?
Quando, recentemente, ho letto questa parola su alcuni testi di pedagogia, suonava familiare.
Ho faticato alquanto a ricollocarla, ma poi mi sono riaffiorati vecchi ricordi, quasi ormai sopiti e, finalmente, mi sono tornate in mente le forma verbali del latino che studiavo a scuola e mi si è accesa la fatidica lampadina.
fĕro, fĕrs, tuli, latum, fĕrre - indicativo prima e seconda persona singolare, perfetto, supino e infinito presente
Cinque parole chiave che ti consentivano di coniugare tutto il verbo!
Sufficienti e necessarie, specialmente nei verbi più difficili, a sciorinare tutte le forme verbali.
Radici da cui spuntano alberi

"Programmare" nella scuola media è un'impresa ardua, ai limiti dell'impossibile, se non altro per lo scarso tempo e per la molteplicità e varietà di persone coinvolte. Spesso sono parole che rimangono sulla carta e non si concretizzano in azioni utili ad armonizzare e dare un senso al lavoro di tutti.

Potrebbe aiutarci definire dei campi entro cui "giocare" questa partita?
Potremmo cercare dei punti fermi da articolare?
Può la costruzione di un paradigma aiutare a programmare e coordinare le azioni da compiere?


Questa è stata la sfida/proposta che ho fatto al gruppo che ha partecipato al corso I CARE 3- Valutare la qualità dell'inclusione scolastica - nel modulo "Come programmare gli interventi in presenza di alunni con DSA nella scuola secondaria di 1° e 2°grado".
Ecco i cinque punti chiave che sono stati approfonditi nei cinque incontri.

1 Curricolo implicito: I valori-la vision-le regole-la diversità- la pluralità-i concetti di giustizia ed equità-lo sfondo integratore.

2 Didattica metacognitiva: "Il primo strumento compensativo è imparare ad imparare"(G.Levi) - La personalizzazione dell'apprendimento.

3 Autovalutazione: A chi serve la valutazione-consapevolezza e motivazione- "dare un valore"- verifiche e valutazione personalizzate.

4 Formazione del gruppo: Aiuto reciproco- valorizzazione- l'altro come risorsa- il bisogno di appartenenza- il senso dello stare insieme- la costruzione di obiettivo comune.

5 Relazione: gli aspetti inter ed intra relazionali- self efficacy "I ragazzi con DSA possono essere curati sostenendo lo sviluppo della persona( G.Levi)" - locus, convinzioni, dialogo interno.

Parallelamente siamo entrati nella specificità dei DSA attraverso: l'analisi in gruppo delle Linee Guida, il confronto tra alcuni modelli di Piani Didattici Personalizzati, alcuni esempi tratti dalla pratica, la descrizione dei materiali inseriti in piattaforma e suggeriti sia da esperti di settore che dai partecipanti stessi.

Ho scelto di non proporre strategie e strumenti compensativi e misure dispensative tout court per vari motivi.
Non credo che sia solo questo il nodo centrale della specifica problematica dei DSA, anche per la grande varietà di gravità e di comorbilità che ci troviamo ad affrontare nelle classi medie e superiori.
Penso invece che sia più urgente trovare un modo nuovo o almeno più consapevole e sistematizzato di "trattare" la specificità e singolarità di ciascun alunno.
La maggior parte del gruppo ha mostrato di seguirmi su questa linea con criticità costruttiva, anche perché si trattava di persone già molto preparate e sensibili al tema dell'integrazione, già PROMOTRICI DI CAMBIAMENTO.

Patrizia Ruggiero, docente di sostegno, SMS Fellini - Roma
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