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n. 72 aprile 2017
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Oggi è il giorno:24 Ottobre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Un percorso da seguire
Il vantaggio di cogliere il cambiamento
di Rosci Manuela - Editoriali
Quando abbiamo intrapreso "il viaggio" per accompagnare i docenti alla scoperta (o ri-scoperta) del lavoro centrato sulle competenze - attraverso i percorsi di formazione Sysform Learning e GIUNTI Scuola- eravamo consapevoli che avremmo incontrato i docenti più predisposti a mettersi in gioco, disponibili ad intraprendere un percorso di formazione perché curiosi di guardare in faccia le nuove richieste introdotte dalle Indicazioni nazionali dal 2012; allo stesso tempo, sarebbero stati anche dubbiosi e critici verso le "novità", a volte non ritenute davvero tali. Così è stato. Tanti docenti attenti e curiosi, pronti a rimettersi in discussione, a cercare di capire cosa fare di diverso rispetto al prima. Non è sempre facile, non è immediato. L'approccio al nuovo ha bisogno infatti di un atteggiamento mentale aperto, che non si chiuda immediatamente dietro l'affermazione "lo facciamo già!" ma che indaghi su quanto margine di miglioramento sia possibile sperimentare; richiede la capacità di guardare avanti senza rinnegare il passato, anzi valorizzando ciò che è stato fatto senza necessariamente ridurre la portata del cambiamento.
Ebbene sì, il cambiamento in atto nella scuola non è semplicemente un adattamento del vecchio al nuovo, è piuttosto una rivoluzione che deve portare "al potere" un soggetto diverso: l'alunno al posto del programma da terminare. L'obiezione più giusta sarebbe quella che attesta: "abbiamo sempre messo l'alunno al centro dei nostri interessi, del nostro insegnamento". Qui il primo punto da rimettere in discussione: la necessità di spostare l'attenzione dall'insegnamento all'apprendimento, da ciò che fa l'insegnante a COME procede l'alunno durante il percorso scolastico. Ovvio! Scontato! - sento già scaldare gli animi- Si insegna perché l'alunno apprenda per se stesso! Sono certa che le nostre buone intenzioni e azioni hanno permesso a tanti studenti di affrontare con serenità la scuola. Fino ad ora. La necessità di cambiare però è diventata impellente, vuoi perché la scuola per tutti deve diventare la scuola di tutti, vuoi perché le esigenze di vita sono mutate e abbiamo bisogno di offrire strumenti diversi ai nostri alunni affinché se la sappiano cavare meglio in futuro. Un futuro che non conosciamo, di cui sappiamo però intravedere le richieste: non basta sapere per affrontare ciò che si trasforma, dobbiamo interpretare il cambiamento/i cambiamenti mentre avvengono. Servono altre competenze, alte competenze.
Non è quindi in discussione l'importanza del nostro insegnamento ma è necessario dirigere le energie su COME insegnare affinché i nostri alunni acquisiscano consapevolezza sul COME apprendere, non solo a scuola ma per tutto l'arco della vita.

La realtà della scuola è multiforme: la maggior parte dei docenti incontrati e che continuiamo a conoscere sono pronti, come sempre, a mettersi in partita. Alcuni hanno solo bisogno di acquisire una consapevolezza maggiore di ciò che svolgono per "inquadrare" il lavoro dentro la cornice pedagogica delle Indicazioni nazionali (2012). I più sono giustamente preoccupati di comprendere COME cambiare l'approccio quotidiano alla didattica: sono docenti illuminati perché non banalizzano il cambiamento, sanno che introdurre un compito significativo o di realtà tre volte l'anno NON servirà a promuovere le competenze dei propri alunni e tantomeno a valutarle. E' l'impostazione del lavoro quotidiano a fare la differenza: renderlo significativo ogni giorno, dare senso a quello che si propone in classe è l'unico modo per alzare la motivazione degli alunni, creare condivisione e partecipazione, condizioni indispensabili per realizzare la CENTRALITA' dell'ALUNNO.
Sono le corsiste più coinvolte (parlo al femminile, visto che sono il 99% nei nostri corsi!), coloro che prendono con impegno la sfida di trasformare la classe in una comunità che apprende a saper utilizzare conoscenze e abilità e a saperle mettere in gioco per risolvere situazioni nuove. Coloro che si assumono consapevolmente la responsabilità di far accadere in classe qualcosa che a volte ha del magico, dove anche coloro che sono in difficoltà si sentono dentro il gioco, si sentono parte del NOI che caratterizza un gruppo classe che affronta insieme "il viaggio" per scoprire cosa possiamo diventare, cosa siamo oltre quello che sappiamo, come possiamo fare.
Come sempre nel gioco della vita nulla è lineare, niente è per sempre. Quello che ti sembra acquisito un giorno viene rimesso in discussione il giorno dopo. Una tappa raggiunta faticosamente a volte è seguita da un insuccesso, altre volte è il contrario. Quello che dobbiamo imparare sempre più è sostenere proprio l'oscillazione dell'andamento delle persone che apprendono, compreso il nostro che apprendiamo a fare meglio proprio grazie ai nostri alunni. Sostenere la frustrazione dell'oscillazione o dell'insuccesso apre la strada ad una visione dell'apprendimento che non è mai statica, sempre in divenire. E lo sarà tanto di più se tutti sentiranno la possibilità di sperimentarsi, saranno sollecitati a tentare sempre, avranno soddisfatto il bisogno di riconoscimento al di là del risultato ottenuto.
Abbiamo chiesto ai nostri corsisti di lasciare traccia del percorso di formazione intrapreso insieme con considerazioni personali, proprio come si fa con gli alunni proponendo l'autobiografia cognitiva al termine di un percorso significativo. Per esigenze di spazio, solo alcune delle testimonianze raccolte appaiono su questo numero, così come è già avvenuto su quello di marzo. Un grazie a tutti i corsisti e corsiste che abbiamo conosciuto durante questo anno scolastico e ai nuovi che ci accingiamo a incontrare.
Ringrazio di cuore anche tutti gli altri autori che hanno partecipato alla realizzazione di questo numero perché, come sempre, le loro esperienze e le loro dichiarazioni confermano la possibilità di realizzare una scuola diversa, più interessante e stimolante per tutti, compresi noi docenti. Questo il senso e lo scopo della nostra rivista: condividere una visione della scuola in cui crediamo.
Buona Pasqua


Manuela Rosci
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