Numero: 2 -Gennaio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci Web
Oggi è il giorno: 24 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Un programma di tutoraggio'  >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Editoriali Editoriali
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 2 Organizzazione Scolastica
Pagina Integrazione Scolastica 3 Integrazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina In diretta dalla Segreteria 5 In diretta dalla Segreteria

Ricerca avanzata >>>
Un programma di tutoraggio
Integrare è possibile
di Ruggiero Patrizia - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola
Alla base di questo programma di tutoraggio c'è la convinzione che il singolo è parte integrante e contributo attivo al sistema-classe.
È il gruppo che cresce e l'obiettivo è star bene insieme.
I valori comuni sono la diversità e la conoscenza. La debolezza dell'altro consente di mettere a disposizione, verificare e migliorare le proprie capacità. La bravura dell'altro è un'opportunità che può essere utilizzata.
La classe è considerata una palestra dove svolgere un allenamento cognitivo-affettivo-relazionale. Essa offre la possibilità di sperimentarsi in un ambiente protetto e controllato.
Questo programma ha come obiettivo la costituzione del gruppo-classe e consente a ciascun alunno di sperimentare saperi e abilità, un notevole grado di soddisfazione personale, la comprensione dell'altro e delle sue difficoltà, anche quelle dell'insegnante.

Si parte dall'analisi dei bisogni, dei punti di forza e di debolezza personali e del gruppo attraverso la conoscenza di lacune, problemi e soprattutto qualità, capacità, positività. La loro accettazione permetterà di saper chiedere-offrire aiuto.
Avere bisogno di aiuto o avere la volontà e capacità di darlo possono essere temporanei e i ruoli possono cambiare.
E' importante che una volta compresa l'attività, ciascun alunno faccia richiesta-offerta di aiuto in maniera dettagliata.

Le regole
Vietato deridere, denigrare e rimproverare È possibile offrire al compagno solo aiuto (meglio se richiesto), incoraggiamento, rispetto. È l'insegnante che decide, corregge, calibra la qualità e la quantità del lavoro, eventualmente sanziona, non l'alunno. (distinzione di ruoli e funzioni) Ognuno dà il meglio di sé e rispetto alle proprie possibilità.
Non chiedere di cambiare posto: una richiesta anzi tempo sarebbe poco delicata nei confronti del compagno; anche quando questi è assente è importante rimanere da soli per sentirne la mancanza. Si possono segnalare situazioni di particolare difficoltà all'insegnante in separata sede.
Aiutare l'altro
Dove:a casa, nel banco, a coppie, in gruppo
Come:ripetizione di regole e spiegazioni, verifica diario e compiti svolti, ascolto, incoraggiamento, contenimento ( tutoraggio comportamentale, affettivo-emotivo, cognitivo)
Perché:io cosa ho acquistato, a cosa mi è servito
Quando:non durante verifiche, spiegazioni, inizialmente in appositi spazi e con la guida, supporto e supervisione dell'insegnante (distinguere e sottolineare il valore della verifica come momento di autovalutazione e di partenza per costruire percorsi adeguati.
Attività complementare
Cambio posti mensile con il compito di cercare una caratteristica positiva del compagno (solo positiva). Condivisione attaverso la comunicazione efficace di sentimenti ed emozioni provate ( io mi sono sentito... ti ho trovato..) Utilizzo di una comunicazione assertiva.
Attività associata
Educazione affettiva: lettura, analisi, espressione di sentimenti, emozioni, tratti del carattere, valori. -Cosa ho provato, cosa immagino che l'altro abbia provato.
Metodo
Problem solving, apprendimento esperienziale
Riflessione e ricerca su strategie impiegate -come ho fatto, come posso fare ancora
Misurazione competenze iniziali e finali -c osa so fare, cosa ho imparato
Definizione obiettivi -cosa voglio fare, dove sto andando, cosa mi aspetto da
Verifica della motivazione ?a cosa mi è servito. perché l'ho fatto
Attenzione all'affettività -come mi sono sentito, cosa ho provato, di cosa ho bisogno
Ricerca di un'attribuzione causale interna ?ciò che succede è mia responsabilità
Assunzione di una eventuale situazione problematica del singolo da parte di tutta la classe.
Ruolo dell'insegnante
facilitatore del processo e della comunicazione tra pari, organizzatore del lavoro, riferimento sicuro in caso di situazioni problematiche, mediatore.
Verifiche
settimanali:come state, cosa state facendo restituzione sugli andamenti positivi, sui miglioramenti ricerca di nuove possibilità operative
Valutazione
Mensile, al cambio posti.
Quadrimestrale, condivisa in classe e riportata sulla scheda con una voce specifica -come sono andato, dove posso migliorare, dove sono stato bravo

E' necessario e indispensabile che le famiglie siano informate in maniera dettagliata del programma e della relativa valutazione e che facciano riferimento all'insegnante responsabile per qualunque dubbio in merito.

Patrizia Ruggiero Docente SMS Fellini - Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito martedì 23/02/2016 ore 21:18 da Rossella Caniglia
Penso che il tutoring tra pari sia una delle forme più nobili per attuare pienamente l'inclusione. La comunità aiuta il bambino in difficoltà con grande spontaneità e generosità. Il bimbo in questo modo sente di essere amato, accolto, si sente supportato nello svolgimento di un compito. L'esperienza di gruppo consente all'alunno disabile di comprendere meglio il significato dell'esperienza e di partecipare in modo attivo alle varie fasi del lavoro, di promuovere la propria identità e comprendere il senso di appartenenza ad un gruppo. Il tutoring, se fatto costantemente, abitua i bambini alla prosocialità, a sviluppare un pensiero altruistico e di predisposizione verso chi ha bisogno di aiuto. Quando il bimbo diventerà grande, guarderà il disabile con cuore aperto e accogliente, perché gli è stato insegnato da piccolo ad assumere un atteggiamento positivo nei suoi confronti.
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional