Torna nella homepage
 
N. 83 maggio 2018
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:23 Luglio 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Un viaggio inaspettato'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Un viaggio inaspettato
Vedere mondi sempre presenti in modo nuovo e inimmaginabile
di Guarnieri Elda - Formazione
... da Portale Autismo
... da Portale Autismo
Durante il laboratorio sugli interventi psicoeducativi e didattici per i disturbi relazionali, tenuto all'università di Roma4, mi sono sentita come una spugna assettata con la necessità "quasi vitale" di assorbire quanto più possibile.
Mi sono sentita immediatamente libera di partecipare senza paura. In classe si è creato un clima non giudicante, aperto che ha dato spazio a quella creatività, a quel pensiero divergente di cui tanto parliamo nelle nostre scuole, che spesso rimane ingabbiato nella paura di mettersi in gioco.
Questo per me ha rappresentato un momento incredibile in quanto solitamente impiego tempo prima di aprirmi e di essere partecipe. Mi porto la voglia di poter creare anche io nelle mie classi ambienti dove nessuno si senta giudicato e in cui ciascuno possa dare il proprio contributo per la crescita di tutti.
Più che la parte "teorica" degli argomenti trattati, sono state le analisi, le riflessioni fatte sui vari argomenti che hanno portato il corso ad un livello di interiorizzazione profonda.
Spesso i corsi si "subiscono" ma in questo caso noi siamo stati i protagonisti, senza forzature, fino alla fine, con l'analisi di un successo.
Quest'ultima modalità è stata d'effetto. Sostituire il troppo abusato termine "caso" con la parola successo permette di cambiare prospettiva. Spesso non si dà importanza alle parole ma esse hanno un grande significato e orientano la relazione e la predisposizione dell'interlocutore mentre si parla.
Allora perchè non guardare al positivo e valorizzare quello che c'è e che si sa fare?

Il mondo delle regole, argomento trattato nel laboratorio, ha sempre fatto parte del mio mondo scolastico, del mio modo di contribuire a creare contesti chiari e prevedibili che aiutassero ogni bambino ad incrementare le proprie abilità di autoregolazione a livello attentivo, motorio, comportamentale .
Ho sempre pensato fossero importanti per un sereno clima di classe e pensavo di avere in tal senso una formazione tale da poter essere definita quasi completa ed invece ....
Con piacere ho potuto constatare e riflettere su quanto fosse importante contestualizzarle, renderle derogabili, funzionali, non preventive.
E' difficile far in modo che possano tutelare tutti rispettando le differenze e le caratteristiche di ciascuno eppure quando vengono condivise e scelte insieme tutto sembra essere possibile.
Ho avuto la possibilità di mettere subito in atto queste modalità nella didattica quotidiana e anche durante il tirocinio.
Abbiamo riflettuto, con i bambini così come nel laboratorio, sulle regole nei vari contesti di vita e poi abbiamo visto come anche la classe avesse la necessità di darsi delle regole.
La contestualizzazione ha dato senso alla sottoscrizione del patto educativo firmato per dare avvio alla token economy.
I bambini hanno riflettuto anche sulle differenze di ciascuno, sui punti di forza e su quelli di debolezza. Ma soprattutto su come ognuno avesse delle caratteristiche "speciali" e su come "la squadra" della classe potesse aiutare ciascuno a potenziare i punti di forza e a migliorare nei punti di debolezza.
In classe, nella scuola dell' infanzia dove lavoro attualmente, ho cominciato ad attivare un percorso di autovalutazione con i bambini così da abituarli a riflettere sulle esperienze fatte e a valutarsi.
I miei bambini (5-6 anni) si sono arricchiti di questo ulteriore elemento tanto che adesso, l'assegnazione dei punti nella token viene gestita da loro. Sono loro che si autovalutano decidendo se prendere il punto o no. Spero che questo sia solo l'inizio di un percorso di autovalutazione che trovi strada feconda nel loro cammino scolastico.
Ho potuto dare basi più sicure a quello in cui credevo ma che spesso mettevo in discussione, nel mio modo di fare scuola e nel mio modo di essere insegnante che ascolta e che accoglie. Un insegnante che cerca di andare oltre cercando di agganciare i bambini e le loro famiglie. Spesso avevo timore di sostenere le mie convinzioni quando venivo ostacolata.
Ora ho imparato a cercare di mediare, negoziare e rendere evidenti alcune cose senza imporle ma ho smesso di rinunciare.
Sono riuscita a dire ad una collega che prendeva le cose in modo troppo negativo, soprattutto con i bambini con problemi comportamentali. Le ho descritto in maniera gentile e comprensiva come e quando era successo e le alternative possibili.
"Maestra ce la farò a prendere il punto?"
Lei "Eh....Vedremo".
Perché non dare fiducia, sostegno e accoglienza?
Perché non dire "Ma certo che ce la farai" ?
Come possiamo insegnare ai nostri bambini a cogliere il positivo, le potenzialità, quello che piace loro del compagno se non siamo noi i primi a farlo?
Questa sorta di "sicurezza", questa maggiore consapevolezza mi permette oggi di essere più efficace nel costruire alleanze con i bambini, con le colleghe e con le famiglie.

L'autobiografia cognitiva poi è stata per me una grande scoperta: può aiutare sia l'allievo nella sua autovalutazione, sia il docente nel meglio orientare il proprio modo di insegnare.
Di certo approfondirò le mie conoscenze sull'autobiografia cognitiva mettendola in atto quante più volte possibile. Partendo magari da semplici momenti di riflessione da attuare già a partire dalla scuola dell'infanzia. Mi porto un rinnovato fervore nel fare scuola, consapevole che solo persone che credono in questo mestiere speciale possono operare il necessario cambiamento e la necessaria flessibilità, caratteristica fondamentale di un tempo in continua e veloce trasformazione .
Spesso purtroppo "l'essenziale è invisibile agli occhi" ed è quello che ho provato.
Guardavo sempre nello stesso modo e non riuscivo a cogliere tutto il resto che c'era.
Con il laboratorio sono riuscita a guardare con altri occhi, a vedere mondi nuovi. inimmaginabili e sempre presenti, semplicemente cambiando angolazione dello sguardo, rompendo la fissità di schemi precostituiti.
E' stato entusiasmante.
A volte alcune riflessioni mi sono state utili anche nell'ambiente familiare. Forse proprio per queste ragioni avrei voluto che durasse un po' di più.
Mi è sembrato troppo breve e sono certa mi mancherà ma lo porterò sempre nel cuore e nei miei ricordi.


Elda Guarnieri, docente infanzia I.C. Francesco Cilea, Roma.
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional