Torna nella homepage
 
Numero: 1 -settembre 2009- Anno III   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Un viaggio nell'"altro" emisfe... >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Long Life Learning Long Life Learning
Oltre a noi... Oltre a noi...
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina Oltre a noi... 5 Oltre a noi...
Pagina Dalla redazione 9 Dalla redazione

Ricerca avanzata >>>
Un viaggio nell'"altro" emisfero
Un viaggio di piacere e anche il piacere di incontrare chi vive e sostieni a distanza
di Mugione Mariella - Oltre a noi...
Ho avuto modo nelle pagine di questa rivista e proprio in questa rubrica di parlare dell'associazione "MAIS" sostegno a distanza che vede coppie, single, comunità scolastiche e/o gruppi sostenere bambini e case famiglia situate in paesi lontani come il sud-africa.

Oggi, vorrei in poche righe descrivere la realtà, senza tralasciare di trasmettere l'emozione vissuta quest'estate, quando forse sottovoce ho accettato di far parte del gruppo che partiva alla volta del sud-africa per visitare,conoscere, ammirare le bellezze naturalistiche, immergersi nella sua storia passata e di oggi.

Il programma, ricco di giri, visite, safari invogliava chi ama fare vacanza allontanandosi completamente dal proprio modo di vivere , ma fra le righe mostrava il vero scopo: far visita ai bambini adottati a distanza, visitare le loro scuole, la casa famiglia e stare in mezzo a loro come un parente venuto da lontano.

Il gruppo, eterogeneo per età ed interessi, era accomunato dall'essere soci dell'associazione, pertanto la motivazione ha subito amalgamato il gruppo che ha affrontato difficoltà ed imprevisti in un clima di serenità e disponibilità.
La consapevolezza di ciò, si è percepita, secondo me, quando, dopo una giornata di viaggio in pulman tra i disagi delle strade africane, stanchi e distrutti arriviamo in Swaziland e intravediamo da lontano tra il nulla tre belle e nuove costruzioni che portavano il nome del Mais.
Scendiamo incuriositi ci avviciniamo, ma sembrava un luogo poco frequentato, quando girato l'angolo,lo scenario provoca un miscuglio di emozione e commozione: a poca distanza, circa 300 bambini di colore tutti scuri scuri con le loro divise blu in un silenzio quasi surreale, sotto il sole e sistemati con ordine e precisione attendevano il nostro gruppo per cominciare la grande festa di benvenuto con canti, balli e ringraziamenti espressi dagli insegnanti, coordinatori, direttrice della casa e autorità locali in varie lingue: africans, inglese e poi italiano.

Poteva assomigliare a una delle tante feste organizzate dalle nostre scuole, ma gli occhi di quei bambini, degli adulti esprimevano gratitudine perché nulla di tutto quello che si vedeva -la scuola, il cibo, la biblioteca e perfino l'acqua e la luce- sarebbe potuto esserci senza l'aiuto dell
'associazione.

Le parole di gratitudine dei ragazzi ospiti della casa famiglia in Swaziland, penso rimarranno dentro tutti noi e saranno la guida delle nostre azioni future, così come ricorderemo l'accoglienza ricevuta e il loro sentimento di orgoglio nel far visitare la scuola, la casa, la clinica, che mantenute in modo esemplare sottolineano il loro impegno quotidiano nelle cose così come nello studio, unica speranza di riscatto.
Nulla in quei gesti o parole faceva intravedere la sofferenza eppure molti di quei ragazzi erano ammalati di aids.
Ripartiti dallo Swaziland, l'obiettivo è stato. viaggiare per raggiungere Johannesburg e visitare l'altra scuola e l'altra casa famiglia.
Stessa accoglienza alla scuola di Johannesburg questa volta nella sala teatro un centinaio di ragazzi di età diverse si sono presentati con canti e balli, performance perfettamente organizzate e disciplinate, si è subito respirata l'aria di un rigore e disciplina che sono necessari per far fronte ai problemi enormi della società sud-africana dove ancora ci sono differenze sostanziali fra scuole, dove l'istruzione non è un diritto gratuito, per fr
equentare la scuola e aver diritto al pasto solo tre volte alla settimana bisogna versare un contributo e acquistare la divisa.
Ho visitato classi di almeno 30 ragazzi, piene di occhi intenti a scrutare, farsi conoscere, fotografare ma rimanere composti al loro posto timorosi di chiedere, e di conversare. Li ho osservati mentre studiavano, mentre giocavano, giochi antichi da noi scomparsi fatti con materiale di risulta ma che ci ricordano che i desideri, i bisogni dei ragazzi sono gli stessi.
Le emozioni si sono moltiplicate nella casa famiglia dove ho potuto abbracciare la piccola Lilian in adozione e ripartire lasciando anche Nunù.
Ora so che è lontano solo ciò che senti lontano, che senti diverso, essere vicini è semplice, è soprattutto realizzabile.

Per questo dico a modo loro Sala gahle (Arrivederci) e Siyabonga Gakulu (Grazie mille!)
Cosa mi ha spinto a raccontare l'esperienza in una rivista essenzialmente didattica? Ovviamente la convinzione di fare didattica reale,di dare significato alle parole sostenere, promuovere, integrare, accettare.

Mariella Mugione, Docente I.C. Via Perazzi 46 -Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional