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Numero: 8-aprile 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 16 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Una biblioteca per ricominciare
Librincontro in Abruzzo
di Pecci Debora - Oltre a noi...
In questi giorni ognuno di noi partecipa alla tragedia che ha colpito l'Abruzzo e si domanda: "Cosa posso fare? Come posso dare una mano?".
Tutti ci stiamo attivando per partecipare a raccolte di fondi, iniziative ...

Mentre ero in viaggio, di ritorno a Roma il giorno di Pasquetta, ho pensato che fare qualcosa per quelle popolazioni così duramente colpite poteva significare anche, ma forse soprattutto, restituire loro in qualche modo l'idea che si può ricominciare a vivere tornando in possesso di alcune abitudini che avevano prima del terremoto.
Il mio pensiero logicamente andava soprattutto ai bambini e così quella sera stessa ho scritto una mail alla mia dirigente.

L'idea era quella di far arrivare Librincontro in una tendopoli, ripristinare nella tenda adibita a scuola una piccola biblioteca e intrattenere i bambini con una lettura animata o un laboratorio.
Potevamo così prendere contatti con i colleghi e proporgli una sorta di "gemellaggio".
L'idea è passata al Comitato Scientifico della rete di scuole di cui facciamo parte ed è stata proposta al presidente del V Municipio di Roma, Ivano Caradonna, che ha finanziato il progetto di Librincontro.
Lui ha accolto favorevolmente la proposta e mettendo a disposizione una somma per l'acquisto dei libri, approfittando del suo viaggio programmato per il 21 aprile a L'Aquila ed Onna, siamo partiti alla volta dell'Abruzzo.

Eravamo una piccola carovana: due macchine, il pulmino di Librincontro, il pulmino delle "autorità" e quello degli aiuti, soprattutto in medicinali, portati in dono dal V Municipio.
Durante il viaggio di andata avevamo l'impazienza di trovare dei contatti con le scuole dei comuni che dovevamo visitare. Avevamo dei recapiti che ci eravamo procurati grazie ad una collega dell'Aquila che ha la mamma che lavora presso la segreteria della scuola di uno dei paesi del comune.
Uscendo dal casello dell'autostrada dell'Aquila Ovest, accompagnati dal personale della Protezione Civile e della Croce Rossa, a mano a mano che ci avvicinavamo al centro abitato, ci rendevamo conto di quello che era successo. Non siamo potuti scendere dalla macchina e dopo pochi minuti ci siamo diretti ad Onna.

Entrando in paese, in quello che resta del paese, ci siamo sentiti tutti a disagio. Procedevamo lentamente per una strada ormai resa stretta dai cumuli di macerie a lato. La sensazione era quella di andare a disturbare, di essere di troppo.
C'era molto personale della Protezione Civile e Vigili del Fuoco che toglievano le macerie dalla strada. Tra i mattoni e le pietre anche indumenti, stoviglie, parti di mobili.
Scendiamo finalmente e ci dirigiamo verso l'ingresso del campo. Il Presidente entra perché atteso ma noi, quando chiariamo i motivi per cui siamo là (donare una piccola biblioteca e fare dei laboratori di lettura), ci viene detto che lì c'erano rimasti solo tre bambini.
Ci sentiamo inopportuni, fuori posto e così decidiamo di tornare in macchina ed attendere lì il ritorno di Caradonna. Il morale è a terra.

Intanto, durante il viaggio di andata, eravamo riusciti a prendere contatti con l'Assessore alla scuola del comune di San Demetrio e avevamo preso un appuntamento per le 15,30.
Quando finalmente ci rimettiamo in viaggio, ci dirigiamo verso San Demetrio dove finalmente troviamo dei bambini.

Ci aspettavano nella tenda adibita a mensa che, in attesa che gli Alpini ultimassero la tenda-scuola, veniva utilizzata da due giorni per fare lezione.
Non erano molti bambini e noi avevamo paura a fare domande dopo l'esperienza di Onna, ma ci hanno spiegato che a causa del brutto tempo (pioveva, pioveva e non ha smesso un minuto!) molti genitori tenevano i bambini in tenda.
Quelli che abbiamo trovato, stavano facendo dei giochi con dei ragazzi Scout venuti al campo da tutta Italia per fare servizio (Siete grandi ragazzi!).

Insieme a Patrizia Sorba dell'Associazione dei Genitori del 141° Circolo Didattico, partner nel progetto di Librincontro, attiriamo la loro attenzione con una scatola piena di libri. Cominciamo a leggerli, facciamo un gioco e poi ci mettiamo a manipolare un po' di creta.
Osservandoli ho potuto vedere nei loro occhi e nei loro comportamenti, un grande senso di smarrimento che si traduceva in un comportamento irrequieto, nervoso, in cui era facile passare dalle grandi risate, alla lite con un compagno per una sciocchezza, al pianto. Privi dei loro spazi, dei ritmi della loro giornata che ora scorre noiosa nel campo, sono avidi di cose e di attenzioni. Gli diciamo che abbiamo portato dei libri per ripristinare una biblioteca nella tenda-scuola e loro ci rispondono:"Che bello! Così possiamo fare come quando eravamo a scuola."
L'obiettivo era stato raggiunto.


Chiediamo a Luciana, l'assessore, di cosa hanno bisogno perché siamo una rete di scuole e possiamo organizzarci per aiutarli.
Lei non lo sa, o almeno non ancora, perché i problemi da risolvere al momento sono altri.
Ci ringrazia però, con gli occhi pieni di commozione perché i loro bambini hanno trascorso un pomeriggio diverso che ha rotto la monotonia della vita del campo.

Ora, hanno bisogno di questo.
Perciò torneremo, non li lasceremo soli.


Debora Pecci, Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma.
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