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n. 49 gennaio 2015
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Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:17 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Una buona dose di curiosità'  >>>
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Una buona dose di curiosità
Riprendiamoci il tempo
di Rosci Manuela - Editoriali
Buon Anno! Buon 2015 e che sia 'buono' davvero.
In questa fase di passaggio 'da un anno all'altro' trovo che ognuno di noi elabora pensieri e strategie diverse per salutare il vecchio/accogliere il nuovo anno, tutte modalità per lo più accettabili.

Poiché sono di natura curiosa, come tanti del resto, prima della fine dello 'scorso' anno sono andata a cercare su internet dove sarei dovuta essere per festeggiare 'per primi' il 2015: sull'isola di Kiribati, in Oceania, il nuovo anno è arrivato prima di ogni altro posto al mondo, mentre in Italia eravamo ancora alle 11 del 31 dicembre! Un'altra fonte ha dato invece notizia che sono gli abitanti di Auckland in Nuova Zelanda sempre con 13 ore di anticipo su di noi. In ogni caso, con più di mezza giornata d'anticipo!
Se avessi voluto rimanere, invece, ancora più tempo nel 2014 sarei dovuta volare tra gli abitanti delle Samoa Americane, un arcipelago del Pacifico meridionale, esattamente nell'isola Howland, che però è disabitata (non fa per me!).
Mentre in Italia eravamo ancora alle 16.00, si festeggiava già in Giappone, Corea del Sud, Corea del Nord, Timor Est, Palau (le notizie seguenti ci avrebbero purtroppo raccontato di festeggiamenti che da altre parti si sono trasformati in strage, come a Shanghai).

Il fatto che lo stesso evento -il Capodanno- possa essere festeggiato in tempi differenti rende bene l'idea di come il tempo e lo spazio siano relativi e concreti allo stesso modo, e comunque determinati da convenzioni che vengono sottoscritte.

"La Linea internazionale del cambio di data è una linea immaginaria sulla superficie terrestre, istituita nel 1884 che segue in gran parte il 180º meridiano. Ogni nuova data comincia a essere contata a partire dal versante occidentale di essa, attraversando poi i diversi fusi orari da Est verso ovest. (N. d. R. Se viaggi verso est, dovrai sottrarre un giorno; se viaggi verso ovest dovrai aggiungerlo (con variazioni locali). Con un volo diretto da Los Angeles o Londra, arriverai in Australia due giorni più tardi; tornando indietro, arriverai nello stesso giorno della partenza.) ... La denominazione "Linea Internazionale del cambio di data" è ingannevole, perché nessun documento o trattato ufficiale fissa l'effettivo percorso odierno della linea: il 180º meridiano attraversa in larga parte l'oceano; dove invece passa sulla terra ferma, o dove separa isole facenti parte della stessa nazione, pone problemi di natura amministrativa che hanno portato a numerose correzioni al percorso della linea di cambio data, in modo da garantire un'unica data in uso nello stesso paese. ... Nel Pacifico centrale, la linea è stata spostata nel 1995 in direzione orientale per evitare l'attraversamento delle acque del Kiribati, stato della Micronesia, le cui isole sperdute sono distribuite su milioni di chilometri quadrati. Fino a quel momento, uffici statali e aziende ai due lati della linea potevano comunicare solo nei quattro giorni della settimana che erano giorni feriali da entrambe le parti. Questa correzione, avvenuta unilateralmente da parte dello stato gilbertese, non è stata però adottata da tutti i geografi e alcuni atlanti continuano a disegnare la linea come una retta. L'isolotto più orientale di Kiribati divenne così la prima parte del mondo a entrare nell'anno ..."

Ovviamente mi sono 'persa' continuando a ricercare nuove info, allontanandomi dall'input iniziale e continuando un viaggio 'per associazioni' di idee e immagini. Su questo internet è imbattibile, come avremmo fatto se non fosse stato ... inventato!

Eppure anche questa semplice curiosità ha suscitato riflessioni sulla scuola, in differenti direzioni.

La più banale: la scuola è lo stesso 'evento' che si ripete in tantissime parti del mondo, con manifestazioni simile alle nostre oppure altamente differenti (dove per esempio non esistono banchi, lavagne, a volte nemmeno le pareti dell'aula). A distanza di qualche ora, e distribuite in orari differenti, è probabile che bambini e ragazzi varchino l'ingresso di scuola per iniziare la loro giornata da studenti.

La più flessibile: sebbene ci sia un inizio e una fine giornata, potremmo dire che l'esperienza scolastica si concretizza in un continuum - come per il Capodanno- che permette ad ognuno di frequentare nel tempo e nello spazio stabilito ma, per assurdo che possa sembrare, ognuno potrebbe prendersi più tempo, ad esempio, perché tempo e spazio per andare a scuola sono stabiliti artificialmente. E come la Linea internazionale del cambio di data, sebbene immaginaria, è stata spostata per aggiustare il tiro e rispondere ad una esigenza, figuriamoci quanto sia necessario e fondamentale rendere il tempo scuola distribuito e 'lungo' quanto serve ad ogni alunno affinché ogni passaggio (come il Capodanno) sia funzionale al suo percorso formativo.

La più inclusiva: se un evento (come il Capodanno) è condiviso da tutti, sebbene in orari differenti, anche la scuola, la vita in classe, può essere condivisa da tutti con tempi/proposte/modalità differenti, meglio se originali e personalizzate. L'importante è saper anticipare eventuali risvolti negativi (esclusione) che avrebbero tutto il sapore di una strage!

La più ardita: se un evento è vissuto da più persone -come il Capodanno e la Scuola- che ne riconoscono le ritualità e le specificità (vedi i fuochi d'artificio per l'ultimo dell'anno e i voti sulle schede di valutazione/pagelle), nulla toglie che i singoli, organizzati anche in gruppo, possano decidere come trascorrere il loro ultimo giorno dell'anno o come fare il docente in classe. Anche in questo caso, la differenza sarà data dalla motivazione personale, dalle convinzioni circa l'evento (o la propria professione), dalla cura nella preparazione dei piatti (o proposte didattiche) da servire o da preparare insieme, dalla scelta dell'abito (o habitus) da indossare per l'occasione, dalla location individuata, tradizionale oppure originale (i banchi a ferro di cavallo possono rientrare tra le opzioni non tradizionali??).

La più 'possibile': e sebbene non funzioni in italiano, sta ad indicare la riflessione che mi appartiene più di ogni altra. E' l'idea di quella scuola 'possibile' che si prende il tempo che serve, che definisce per ognuno la proposta più adeguata senza che questa assuma il peso del 'perché non ci riesci', che utilizza lo spazio per creare gruppo e non vincoli (ognuno al suo banco!), che guarda oltre il programma (non ce li abbiamo più, abbiamo le Indicazioni Nazionali per il Curricolo !!!), che riconosce al docente di essere persona di cultura, con una visione aperta sulla vita, con una buona dose di empatia e capacità di comunicare con se stesso e con gli altri, sia sui contenuti che nelle modalità relazionali, curioso q.b. per prendere spunto dalla realtà e da quello che offre (mostre, film, libri, convegni ...) e saper trasformare il quotidiano in classe in ... straordinarie occasioni da non perdere. Forse così ognuno di noi, grandi e piccini, verremo/andremo a scuola con la voglia di non perdere questa preziosa occasione.

Che sia un Buon 2015 per tutti noi.

Manuela Rosci
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