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n.17 novembre 2011
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Articolo 'Una lezione ... da cani'  >>>
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Una lezione ... da cani
Comunicare non è parlare
di Cordovani Giulia - Dedicato a te
Ciao padrone,

...oggi ti voglio raccontare qualche cosa in più su di me.

Molto spesso, tu come del resto buona parte della tua specie, parlate con noi credendo che noi comprendiamo sempre, anche tutte QUELLE STRANE PAROLE che ci dite (e picci picci, amoruccio bello, alura alura...). Ma non è così, almeno non all'inizio; poi diciamo che, piano piano, chi più chi meno, riusciamo a capire e ci abituiamo a quei vostri strani atteggiamenti nei nostri confronti.
Alle volte tra di noi possono verificarsi delle incomprensioni e molto spesso vi arrabbiate con noi, e dite ad esempio "non capisce, è inutile!"; oppure ci urlate contro, per non parlare di quelle persone che invece di comunicare ... passano alle botte.
E proprio per questo padroncino/a mio ti voglio ringraziare, perché non sei come loro e mi tratti veramente come uno di famiglia, a cui non toccheresti nemmeno un pelo!

Vorrei allora sottolineare la differenza tra parlare e comunicare. Forse nel tuo mondo e con i tuoi simili queste due parole hanno lo stesso significato o quasi, ma nel nostro mondo HANNO DUE SIGNIFICATI COMPLETAMENTE DIVERSI.

Ecco una mini "dritta" in modo che da domani non ci saranno più problemi.

PARLARE: è quando APRI BOCCA e fai uscire tutte quelle parole, con il tono di voce più o meno accogliente, a seconda di quello che mi vuoi dire; e io ti guardo in modo differente dal solito,magari inclinando il muso o semplicemente con uno sguardo diverso, sto solo cercando di capire cosa vuoi da me ... perché STIAMO PARLANDO DUE LINGUE DIVERSE.
Io e gli altri cani invece, devi sapere, "comunichiamo" in altro modo.

COMUNICARE è totalmente diverso: noi lo facciamo attraverso la postura, l'abbaio, gli odori ormonali. Sono alcuni aspetti del nostro linguaggio che è bene che tu conosca.

Se tu me lo permetti, vorrei segnalare alcuni nostri modi di comunicare e di esprimere il nostro stato d'animo in modo che, la prossima volta che noi due si "comunica", tu riesca a capire come mi sento in quella circostanza; e mi piacerebbe apprendere da te tante cose nuove per comprendere sempre meglio il tuo modo di dire e fare e arricchire così il mio bagaglio culturale.

Una delle cose basilari da sapere è che non bisogna mai correre incontro a un cane che non ti conosce. Se vieni verso di me correndo, va bene perché viviamo insieme e abbiamo un certo tipo di legame; infatti, se noti, io ti vengo incontro correndo e scodinzolando. I bambini, soprattutto loro, tendono a correre e magari ad agitare le braccia mentre vengono nella nostra direzione.
Alle volte, quando succedono eventi sgradevoli tra cane e bambino, voi dite che siamo aggressivi ma non è vero, è solo che non comprendiamo "al volo" ciò che il bambino o la persona adulta vuole fare e CI METTIAMO SULLA DIFENSIVA.
Le nostre risposte sono due: o ci mettiamo sulla difensiva -con possibilità di morso lieve- quello della paura (come si dice in campo cinofilo, è il morso al braccio o al polpaccio, ma lo rilasciamo subito!) oppure ... scappiamo via.

Un altro atteggiamento che sbagliate è quando andate avanti con il busto, verso/sopra di noi. Per noi è segno di aggressività nei nostri confronti o che avete intenzione di sottometterci.

Un modo invece molto efficace è il tono di voce con cui dite le cose (bastaaaaaaaa, SMETTILA DI FARE COSI'!) e se ci fate caso, noi spesso abbassiamo le orecchie perché capiamo perfettamente che stiamo facendo qualche cosa che non va. Come fai con me quando abbaio tanto, ti affacci alla finestra senza dirmi niente, perché tanto io capisco quello che vuoi dirmi e la smetto subito. Il tono di voce che usate con noi cambia a seconda della situazione (complimenti, invito al gioco, punizioni..).

Tra gli eventi sgradevoli c'è la gelosia verso qualcun altro. Si proprio così, anche noi proviamo questo sentimento. Capita alle volte che ce la prendiamo con il nuovo arrivato in famiglia perché ci fa passare in secondo piano o addirittura "sparire" dalla vita dei nostri padroni. Ti chiedo di comportarti in maniera diversa da quella che molto spesso hai quando arriva un bambino in famiglia. REGOLA IMPORTANTISSIMA: mai lasciare un cane geloso con il piccolo quando voi non ci siete. Il cane può vedere il bambino come una "minaccia", soprattutto perché, come ti ho detto prima, noi capiamo molte cose dagli odori ormonali -e nel neonato non sono consolidati- e quindi non è chiaro chi abbiamo davanti e cosa vuole da noi.
Ma seppur "rivali", siamo capaci di dare la vita per difendere chi amiamo, compreso un bambino piccolo. Voi ci dovete solo insegnare a NON TEMERLO. Ad esempio: quando giocate con lui, ogni tanto chiamateci e fateci anche qualche carezza (VOI, NON IL BAMBINO a meno che non sia il cane ad avvicinarsi con il muso al piccolo, ma il movimento della mano non deve essere brusco e rapido), così sentiamo che facciamo ancora parte della vostra vita.

Ma sappiate che noi vi vogliamo bene, in ogni situazione e non ci sono cani "cattivi" ma il nostro comportamento dipende dal padrone, da come ci "educate", come l'educazione dei figli, al 99% influisce su come saranno da grandi.

Altre informazioni che vi potrebbero tornare utili a voi esseri umani sono:

Prima di accarezzarci, fatevi annusare la mano altrimenti ci vedrete girare intorno e annusarvi per capire chi siete, soprattutto se non vi abbiamo mai visto.

La frequenza con cui abbaiamo e il "volume" che usiamo indicano diverse cose: vi stiamo chiedendo qualche cosa, vogliamo avvisarvi, ci va di litigare o "chiamare" a raduno gli altri cani, ma questo nostro modo di fare può risultare un pò complicato!

A differenza dell'abbaio, il movimento della coda COMUNICA perfettamente.
La coda è una delle parti del corpo con cui esprimiamo il nostro stato d'animo.
Fino ad ora hai pensato che quando mi metto seduto accanto a te sono semplicemente seduto perché non sapevi ancora cosa volessi comunicare. Ora ti spiego. Quando teniamo la fine della coda a sinistra siamo attenti a ciò che abbiamo intorno, mentre se la fine della coda si trova a destra indica uno stato di tranquillità. ATTENZIONE: se è tutta la coda (e non solo la fine) che va verso sinistra o destra, significa che ci troviamo in uno stato di super allerta (sx) o nel più totale rilassamento (dx). Con la coda possiamo esprimere tante altre cose: ad esempio, se la mettiamo in basso, inclinata o addirittura appoggiata al ventre, è sintomo di totale disagio, una voglia matta di scappare da una situazione angosciante, stressante e paurosa.

In ogni modo, stai tranquillo perché se un giorno vedrai in me questi sintomi ricordati che c'è sempre una soluzione: chiedere aiuto a qualcuno che ne sa un pò di più.

Io ci sarò sempre per te e hai visto, da oggi sarai ancora più capace di comprendermi.

FINE della LEZIONE!!!

Giulia Cordovani, educatore e comportamentalista cinofilo - Roma
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito domenica 04/12/2011 ore 16:21 da b
...bau bau veramente fantastica Lilli quì è Vagabondo chi ti dici "complimenti" finalmente qualcuno che parla di noi!!! Brava speriamo che qualche ns padroncino si informi e ti legga per comprendere chi siamo e cosa desideriamo dire... un vero decalogo per un buon rapporto tra "VERI AMICI" e "buone code" a tutti. bau bau
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