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Numero: 6 -Maggio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 19 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Una mappa per districarsi tra le mappe!
Logica, fantasia e comunicazione.
di Giacobbe Marco - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
Ho scoperto la forza e l'efficacia di una mappa concettuale quando sono giunto nella mia attuale scuola: la mappa è qui considerata un essenziale strumento per lo studio e per la sintesi di argomenti, temi, esperienze in una rete concettuale e come tale viene largamente utilizzata.
Naturalmente è oggetto di un apprendimento graduale a partire dalla classe prima, per giungere ad un uso più esperto nella classe terza, dove la mappa arriva ad essere la guida alla prova orale del ragazzo che affronta l'esame.

Confrontando l'importanza funzionale dello strumento con la mia ignoranza in materia, ho deciso di capire meglio l'argomento.
Due sono stati i luoghi dai quali ho tratto informazioni e competenze: un testo sufficientemente aggiornato sull'argomento e che propone anche percorsi didattici articolati, Mappe per capire. Capire per mappe, di Gineprini e Guastavigna, Carocci, 2004; la rete, dalla quale ho tratto tre programmi con i quali fare apprendistato, i più diffusi, Inspiration, Cmap tools, Compendium.
Questi programmi permettono la creazione di vere mappe cognitive, non semplici schemi, con pochissimo apprendistato. Perché "vere mappe cognitive"? perché solo l'esistenza di solidi legami logici tra concetti (nodi) danno alla mappa un valore cognitivo.
Se poi tali legami creano anche una vera e propria rete, in cui ogni nodo è legato a più altri nodi, allora la cognitività è ancora più forte, perché lo strumento ha ricreato una situazione molto più vicina al nostro modo di pensare.
Il bagaglio di immagini ed icone di cui sono dotati questi programmi permettono di utilizzare le mappe stesse in quasi tutte le fasce di età scolare, ad esempio si possono creare mappe solo iconografiche, adeguate a chi ha poca dimestichezza con la scrittura.

Vorrei qui porre l'attenzione su tre aspetti dell'uso della mappa concettuale in un taglio decisamente trasversale alle discipline.

La soluzione di un problema, l'attività di problem solving, la rappresentazione grafica di una procedura qualsiasi, sono spesso riconducibili alla realizzazione di diagrammi di flusso.
Tali diagrammi sono il frutto di una stringente logica matematica, basata su operatori quali e, o, non, se, in sostanza la stessa logica che è basilare per la programmazione informatica.
È evidente che tutto questo non è il nostro obiettivo, ma è anche importante che la formazione del sapere, delle abilità e delle competenze nei nostri alunni sia realizzato secondo modalità organiche alle caratteristiche dell'epoca in cui essi vivono.
La lettura e la creazione di mappe concettuali favorisce lo sviluppo di una padronanza logica essenziale per districarsi nel nostro mondo complesso: l'idea di leggere la realtà attraverso direzioni motivate verso un punto e da questo ad altri, di ricostruirla secondo le stesse direzioni, può dare, a chi compie tali operazioni, chiavi d'accesso forti al mondo che lo circonda.

E se nella mappa finisse non il mondo reale degli uomini e dei luoghi, ma quello immaginario dei personaggi e degli scenari?
Tutto quanto è racconto, sviluppo di fantasia e immaginazione di elementi reali o no, può essere ri - raccontato, ri - elaborato e ri - inventato in una mappa concettuale.
Questa volta lo strumento renderà più espliciti i collegamenti nascosti e sottintesi, ma proprio per questo sarà uno spazio nuovo in cui far prevalere la soggettività dell'interpretazione e della creazione: le motivazioni delle direzioni saranno più tracciate nell'interiorità che nell'architettura del reale.

Per chi frequenta la rete è facile imbattersi in home page di siti che, tra gli altri, indirizzano al link della "mappa del sito". Al di là di come essa sia graficamente e logicamente espressa, rivela una realtà importante: ogni sito, ogni ipertesto multimediale, non è nient'altro che una mappa che si sforza di essere più logica possibile, con legami contenutistici e concettuali, con nodi/pagine che sono collegati ad altri eventualmente infiniti nodi/pagine (rete, dunque).
La modalità comunicativa - informativa più diffusa nel nostro tempo è in sostanza una mappa concettuale, con tutte le eventuali difficoltà logiche per chi la crea e per chi la legge: quante volte ci è capitato di sentire dai nostri alunni: "Ho visitato quel sito, ma non c'era niente di utile", ma l'alunno aveva guardato solo l'home page? Ed ancora: quanti siti ci sono apparsi deficitarii nella logica dell'organizzazione interna e della consultabilità?
"Leggere" i siti nella loro architettura e creare anche solo poche pagine del più semplice ipertesto, genera il bisogno dell'organizzazione programmatica del lavoro e della sua coerenza logica.

Questi tre aspetti dell'uso della mappa concettuale, individuano diverse attività realizzabili nella scuola, diversi percorsi, molti ancora da esplorare, ma che possono, insieme a molti altri qui non evidenziati, contribuire a formare il cittadino prossimo futuro.

Marco Giacobbe S.M.S. Luigi Di Liegro - Roma
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