Torna nella homepage
 
n. 72 aprile 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:24 Giugno 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'La ricerca significativa'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Formazione 1 Formazione
Pagina Didattica Laboratoriale 2 Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
La ricerca significativa
Un compito autentico: dal progettare all'esporre
di Palumbo Stefania - Didattica Laboratoriale
Ultimamente mi capita spesso di definire i miei alunni "Piccoli Geni", per i traguardi che riescono a raggiungere, e registro nella quotidianità la loro capacità di affrontare qualsiasi attività didattica con passione, creatività e impegno.
Di recente mi hanno chiesto di "poter fare una ricerca" e abbiamo approfittato di un argomento di Storia piacevole e intrigante sotto molteplici aspetti: gli Egizi.
Il compito assegnato ha consistito nel riunirsi in piccoli gruppi e svolgere la ricerca sui seguenti quattro argomenti: 1) La stele di Rosetta; 2) I Faraoni più importanti; 3) Gli dei Egizi; 4) La mummificazione.
Per quanto ha riguardato l'elaborazione di tali argomenti, gli alunni hanno dovuto tenere conto del lavoro svolto durante le lezioni di Storia, rappresentandoli in modo originale, appassionante, coinvolgente, divertente ed utilizzando, attraverso la personale e condivisa creatività, oggetti, immagini, libri, fotografie, tablet, pc e realizzando prodotti a libera scelta tra cartelloni, tesine, lavori manuali; gli alunni hanno lavorato per circa un mese a casa e a scuola.

Un tale lavoro trova la sua ragion d'essere, tra l'altro, nelle INDICAZIONI NAZIONALI in cui si legge: "... il bisogno di conoscenze degli studenti non si soddisfa con il semplice accumulo di tante informazioni in vari campi, ma solo con il pieno dominio dei singoli ambiti disciplinari e, contemporaneamente, con l'elaborazione delle loro molteplici connessioni. È quindi decisiva una nuova alleanza fra scienza, storia, discipline umanistiche, arti e tecnologia, in grado di delineare la prospettiva di un nuovo umanesimo."

Con gli alunni, felici di questa opportunità, abbiamo condiviso la scelta dei gruppi di lavoro. Nonostante inizialmente pensassi che ogni gruppo avrebbe affrontato solo un argomento dei quattro proposti, nella prima attività laboratoriale, con la tecnica del "brainstorming" (così come lo ha definito Alex Osborn: significa usare il cervello - brain - per prendere d'assalto - storm - un problema"), loro mi hanno chiesto di poter lavorare su tutti e quattro gli aspetti indicati perché i componenti del gruppo avevano interessi diversi e lavorare su un solo argomento avrebbe richiesto formazioni troppo omogenee.

Nel lavoro di gruppo gli alunni sono stati abituati sin dall'inizio del ciclo di studi ad applicare alcune regole fondamentali: non si possono criticare le idee altrui fino a che tutte non sono state espresse; più idee vengono proposte e meglio è; vanno prese in considerazione anche quelle che sembrano non rilevanti o ridicole; bisogna cercare di affinarle e combinarle tra loro, tenendo presente che da una ne possono germogliare molte altre.

Da subito è stato chiarito cosa significasse fare una ricerca. In tempi passati la parola stessa "ricerca" prevedeva la consultazione di libri e riviste e non avendo strumenti tecnologici si copiavano a mano le notizie e si incollavano le immagini. Oggi spesso si immagina che sia sufficiente cliccare su link e predisporre un copia/incolla di testi e foto reperite on line senza nemmeno leggere i contenuti copiati. Ovviamente è opportuno evitare, per il lavoro che viene svolto a casa e con la collaborazione dei genitori, che gli alunni accedano ad internet privi di adeguato accompagnamento per il rischio di consultare siti sconvenienti o pericolosi (non è evitando in assoluto l'uso dello strumento informatico che li preserveremo dai pericoli del web).
Affrontando con loro la metodologia della ricerca, sono state offerte le indicazioni essenziali e suggeriti dei link, chiarendo che non tutto ciò che viene pubblicato è veritiero se non è scientificamente provato e storicamente accertato. La grande enciclopedia Wikipedia può essere un punto di partenza per crearsi dei riferimenti, ma occorre sempre metterne in dubbio l'attendibilità, poiché chiunque può inserire informazioni nelle relative pagine; bisogna quindi che le notizie siano riportate con le stesse informazioni anche su libri e altri siti.
E' importante in questa fase di crescita che gli alunni non abbandonino il piacere della lettura e dello sfogliare un bel libro; l'invito a non ricorrere in assoluto al digitale resta una mia convinzione profonda in quanto, pur ritenendo lo strumento informatico fondamentale, la capacità di crescere anche attraverso altre fonti di conoscenza rende maggiormente versatile l'intelligenza dell'uomo.

L'invito finale - oggetto della speranza del docente - è stato quello di studiare attentamente ogni argomento in modo da riportarlo alla classe con una chiara esposizione.
A quel punto mi sono beata nell'osservare gli alunni lavorare alacremente, consentendo loro di ritagliare dei momenti, all'interno dell'orario scolastico, in cui confrontarsi e assemblare le notizie. E' stato certamente entusiasmante vederli con libri, pc e tablet perfettamente integrati; a volte è capitato in classe di creare dei lapbook, mini cartellette con testi brevi e forme varie. Dall'esperienza del passato hanno saputo cogliere l'opportunità di riprodurre dei piccoli lavori da attaccare sui cartelloni; hanno creato piramidi, mummie, disegni tridimensionali e il lavoro finale è stato meraviglioso.
Mi è stata offerta l'opportunità di osservare molte competenze messe in atto dagli alunni, come il partecipare attivamente portando il proprio contributo personale, organizzare il proprio apprendimento, avere spirito di iniziativa e ovviamente il saper comunicare e organizzare le proprie conoscenze.

Per definizione largamente condivisa, un compito autentico e significativo è tale quando: favorisce la mentalità del lavoro di gruppo, che costituisce ormai la predominante modalità operativa in molte tipologie di lavoro; fa emergere la produttività della divisione del lavoro come approccio a problematiche complesse (si tratta del saper vedere la complessità, analizzarne le componenti, individuare i compiti da svolgere e saperli assegnare e gestire in modo corretto, mediante l'abitudine al confronto fra i singoli e i gruppi); avvia una mentalità critica anche mediante la riflessione sulle proprie capacità e nello stesso tempo fa acquisire il senso di appartenenza (lavorare per progetti crea forti legami tra studenti, docenti nonché tra loro e la scuola nella quale operano); sviluppa il senso di responsabilità, il rispetto degli impegni, la ricerca di nuove soluzioni, la capacità di revisione dei propri giudizi e di adeguamento dei propri comportamenti.

Credo quindi di aver visto realizzare una ricerca significativa e autentica ed i gruppi sono stati valutati positivamente nel loro insieme: un bel dieci tondo tondo a tutti!


Stefania Palumbo, docente e Animatore Digitale, IC "Via del Calice", Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional