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n.100 febbraio 2020
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Una risorsa aggiuntiva in classe
Tecnologia: punti di forza e di debolezza
di Proietti Michela - Tecnologia e didattica innovativa
E' ormai indiscutibile che nella società attuale la Tecnologia sia diventata parte integrante di ogni aspetto della nostra vita, anche a scuola, dove può rivelarsi in grado di supportare e aiutare i nostri studenti nello studio e nell'apprendimento. È difficile immaginare che le nuove modalità con cui trattiamo e condividiamo oggi le informazioni grazie alla rete non siano sfruttate anche per promuovere un apprendimento significativo.
Se ci soffermassimo a riflettere, potremmo dire che la tecnologia può addirittura rappresentare un terzo insegnante e diventare quindi una risorsa aggiuntiva in classe, in grado di supportare e aiutare i nostri alunni. Pensiamo soltanto a quanto possano risultare utili per un bambino con disturbi specifici di apprendimento (DSA), a quanto la sintesi vocale possa facilitare la lettura di un lungo testo, a quanto il coding e la robotica possano rendere più motivante il processo di apprendimento, alla didattica interattiva attraverso la LIM... insomma tanti strumenti e mezzi che ci consentono di sperimentare compiti autentici e dinamici, esperienze che prevedono un coinvolgimento attivo da parte degli alunni. Di certo ciò è possibile soprattutto se vengono in aiuto a strategie di insegnamento efficaci, ovvero quando permettono di aumentare il tempo dedicato all'apprendimento, quando sostengono la collaborazione o quando compensano le difficoltà degli alunni.

Le indagini di settore continuano a mostrare un quadro ancora "critico" in cui la Tecnologia occupa una parte ridotta del tempo-scuola e spesso l'impiego che se ne fa è ancora quello dello studio dell'Informatica fine a se stessa, sganciata dalle altre discipline.
Ma per quale motivo nelle scuole l'impiego in classe non è ancora così diffuso?
A che punto sono i nostri docenti con la competenza informatica da mettere al servizio dell'attività didattica?

La Scuola italiana ha fatto passi in avanti riguardo alla dotazione tecnologica per i singoli Istituti, anche se qualche adeguamento resta ancora da compiere, ed ora si sta tentando di potenziare l'accesso alle risorse presenti in rete per favorirne la fruibilità, per raggiungere gli standard europei. Ciò che manca al nostro sistema educativo è invece una solida cultura sull'uso pedagogico delle risorse informatiche e multimediali. Occorre vincere la resistenza dei docenti intervenendo su due diversi fronti che sono strettamente interdipendenti:

-la valorizzazione della professionalità docente;
-la sistematicità e la qualità della formazione iniziale e in servizio.

Non tutti i docenti infatti possiedono competenze digitali per la didattica, sufficienti ad affrontare un rinnovamento delle metodologie, sfruttando ogni potenzialità degli strumenti, anche se qualcosa sta finalmente cambiando grazie anche all'attuazione progressiva del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) introdotto dalla legge 107 del 2015.
La formazione è un fattore determinante affinché possa maturare nei docenti una nuova concezione del proprio ruolo, per adeguarsi alla complessità della nostra epoca, alla diversa posizione che la scuola occupa rispetto a vent'anni fa nella società, alla presenza innegabile di molteplici forme di accesso all'informazione, alla necessità di comprendere che i bisogni degli allievi sono oggi più che mai eterogenei e diversificati, e scongiurare che il docente si riduca ad una pura presenza formale in una "società 3.0".
Vi è l'imprescindibile necessità di introdurre le TIC nel curriculum formativo degli insegnanti di ogni ordine scolastico e di fare in modo, prima di tutto, che acquisiscano la consapevolezza pedagogica del valore aggiunto che il loro uso può apportare nel processo di insegnamento-apprendimento e solo in secondo luogo le abilità tecniche necessarie. Per questo l'argomento formazione si rivela cruciale e va allora resa obbligatoria, almeno in quelle che si possono definire le competenze di base per un loro uso pedagogico.

E' arrivato il momento di reimpostare la rotta, mutando le priorità, che fino ad ora sono state quelle di implementare le attrezzature; per il futuro si deve invece puntare alla pratica didattica, per fare in modo che le risorse tecnologiche possono sortire degli effetti significativi, accompagnate da una elevata qualità dell'insegnamento.
Seppur lentamente, il cambiamento è in atto e ci auspichiamo di vedere le nostre scuole colmare il gap con la realtà extrascolastica e usufruire pienamente di questa risorsa indiscussa e ormai irrinunciabile.


Michela Proietti
Docente di scuola primaria dell' IC "Fara Sabina" di Rieti
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