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n.6 ottobre 2010
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:20 Ottobre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Una scuola, tante scuole'  >>>
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Una scuola, tante scuole
Una scuola, tante scuole
di Rosci Manuela - Editoriali
Nelle scuole viaggiamo ormai a pieno ritmo: le vacanze ormai lontane, le prossime pure. Siamo quindi concentrati a capire, a fare.
I nuovi docenti si sono inseriti, o quasi, i nuovi alunni anche; anche i pianti dei più piccoli sembrano essere cessati.
Per i corridoi e nelle aule la scansione quotidiana ha ritrovato la sua regolarità. Tutto procede, apparentemente senza scossoni, trovando soluzione ai problemi piccoli e grandi che incombono inevitabilmente. Siamo così allenati a trovare soluzioni ... che a volte dimentichiamo di avere problemi! La collaborazione tra i docenti, la condivisione delle scelte, la pianificazione delle azioni: siamo certi di essere a scuola?
Ebbene sì, ma non funziona sempre così.

Sono stanca di sentire l'attacco continuo e generico alla scuola: i genitori sono scontenti, alcuni alunni in difficoltà sono messi al bando (qualcuno recentemente ha fatto appello alla Rupe Tarpea!), i ragazzi non sono preparati, l'ignoranza impera ovunque. Responsabilità della scuola, degli insegnanti.

Ebbene sì, a volte dobbiamo avere il coraggio di affermare che la scuola non è all'altezza del compito.
L'importante è non generalizzare. Non la scuola in generale, ma quella specifica scuola, quel dirigente, quei docenti.
Non possiamo fare una difesa d'ufficio: docenti incapaci ce ne sono, e non dipende dalla crisi e dalla politica. Dipende dalle persone.

Sono disturbata dall'idea di essere assimilata a persone che non sono preparate e non si preoccupano di esserlo; sono irritata da quanti "centrano" il discorso sul proprio orario, sui propri bisogni, sulle proprie esigenze, come se il lavorare (ciò che fai come insegnante) arrivasse in un secondo momento. Sono la prima a ritenere che una buona condizione psicofisica e di contesto lavorativo è importante, fondamentale, ma non voglio colludere con chi difende i suoi diritti e nient'altro. I diritti dell'altro sono meno importanti dei nostri, anche fossero quelli degli alunni in difficoltà che devi seguire. Non può essere!

Ebbene sì, la scuola di cui si parla sui giornali, per cui il Ministro prende provvedimenti, è la scuola di qualcuno, non di tutti. Ognuno ha la sua e la qualità di quella scuola dipende anche dalle persone che ... la interpretano.

Sono snervata dalla "messa in scena" di qualità modesta, dove la scuola lavora male, non c'è pathos, non c'è comunicazione, non c'è progettualità. Forse, più che la scuola tutta, sono i singoli docenti che possono "recitare" male, non essere affidabili e neppure troppo preparati, alla ricerca di un capro espiatorio a cui attribuire le proprie responsabilità.

Qualche giorno fa ho partecipato al seminario su "Il bambino iperattivo" organizzato a Roma e mi sono vergognata di appartenere a una Istituzione che ancora oggi caccia gli alunni che non si comportano bene, aggredisce i genitori quando li valuta incompetenti, evita di entrare nel merito delle difficoltà e assume un atteggiamento di contrapposizione.

Ebbene sì, anche una sola scuola che sbaglia la fa pagare cara a tutte le altre scuole che lavorano bene; per un docente (forse qualcuno di più!) incapace, tutta la categoria genericamente viene definita incapace, inaffidabile, non pronta a interpretare il proprio mandato.
Decidiamo, allora, che invece di parlare genericamente, dichiariamo quale scuola non funziona (e non LA SCUOLA), quale docente sarebbe da mandare a casa (non i DOCENTI). Chi accusa deve fare nome e cognome, dare l'indirizzo della scuola che non funziona.
Forse usciremo fuori da questa squalifica che non fa bene a nessuno!

Posso, quindi, ritenermi "fortunata" e orgogliosa di condividere con un gruppo di persone l'esperienza di una scuola

dove l'azione è l'energia quotidiana, è la capacità di affrontare i problemi e di gestirli, come raccontano negli articoli Antonia Melchiorre (con i genitori), Simonetta Rossini (con i bambini), Natalina Giovanna Zeus (con i bambini in difficoltà), Patrizia Ruggiero (con se stessa);

dove la consapevolezza è che la scuola "non può più essere solo istruzione ma promozione alla vita insegnando a guardare dentro di sé, ad essere cosciente dei propri processi emozionali" (Antonella Di Berto Mancini);

dove l'analisi del perché la scuola non funziona permette di cercare di individuare le cause del disservizio (Enrico Maranzana);

dove la conoscenza è affinata per poter valutare la scuola stessa e i processi attivati (Rosanna Menna);

dove l'autoriflessione è la dimensione che il docente utilizza per monitorare la sua azione (Marianna Traversetti);

dove le competenze non sono acquisite una volta per sempre ma ricercate, per migliorare (il mio articolo sulla sintesi del Seminario sul Bambino iperattivo);

dove l'informazione è ricercata perché un sistema umano (la scuola) è un sistema di comunicazione e ... informazione (la legge sui DSA approvata, i progetti di Mondo Digitale);

dove lo sguardo al futuro ... è già presente (Maurizio Scarabotti);

dove lo sguardo all'Europa ... è una realtà (Luisa Esposito, Sandra Costello);

dove la progettazione è l'anima che dà identità alla scuola, proprio a quella scuola là!! (Serenella Presutti);

dove l'approfondimento non è ricerca morbosa della notizia ma contenuto importante da saper gestire (D'Angiò, Recco, Ottobre);

dove l'audacia e la capacità di esporsi e raccontarsi è intesa come contributo alla crescita dell'altro, il passaggio di esperienza in un mondo che tende a giocare da solo (Esterina Castaldo e Loredana Schettini);

dove l'impegno educativo rappresenta il punto di forza degli adulti, docenti e genitori, capaci di dialogare e illuminare perfino un Ministro attento! (Lucia Giovanna Paci);

dove giocare con la matematica non è una semplificazione ma è una strategia per dare risposte concrete (Maria Luisa Bigiaretti), come pure avvicinare sempre più i ragazzi alla lettura (Cristina Ansuini);

... una scuola dove i ragazzi possono dire la loro, proprio a noi adulti (Giorgio Dorigatti).

Sono orgogliosa di vivere una scuola dove tutto questo è possibile.

Manuela Rosci
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