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| Una scuola in viaggio |
| il racconto di un'esperienza insieme a ... |
| di Mugione Mariella - Organizzazione Scolastica |
Il gruppo della "zingarata" come la chiama Serena è un gruppo misto: Eva, il dirigente scolastico, Donatella, il dirigente amministrativo, Enza, insegnante referente del progetto Comenius, io, Serena, Santina e Raffaella. Completavano il gruppo le ragazze Miriam ed Elisa.
Un bel gruppo eterogeneo, ognuno di noi metteva in campo la propria esperienza professionale e si sentiva disponibile ad aprirsi ed accogliere altri ed altre.
La partecipazione del Dirigente Amministrativo voluta dal nostro Dirigente già esprime cosa intendiamo per partecipazione, condivisione di esperienze: anche chi sta dietro una scrivania a far quadrare i conti di una scuola sempre in movimento ha potuto vedere da vicino, rendersi conto e partecipare al progetto ovviamente sempre simpaticamente attenta al bilancio del viaggio.
E che dire della presenza delle ragazze, figlie al seguito, accolte nelle classi dei loro coetanei che hanno vissuto giornate scolastiche in situazioni "straniere". Sono state per me giornate intense, ogni momento si riempiva di nuove sensazioni, intenta a catturare ogni dettaglio per portarlo a casa e condividerlo con i miei ragazzi e colleghi nonché ogni parola affinché potessero aiutarmi ad afferrare il senso di un discorso in inglese. Che fatica!!! Sembravano tante le diversità, la scuola logisticamente organizzata, non come un edificio scolastico ma come una casa degli studenti, con spazi laboratoriali dotati di attrezzi a disposizione di tutti, pareti attrezzate per cucina tra angoli della biblioteca e salottini, aule arredate con gusto Ikea con lavabi in ogni dove, palestra, teatro, aula informatica, c'era tutto per tutti.
Qui da noi ci sarebbe stato il caos, mentre il silenzio e una certa libertà e tranquillità regnava, forse per quella modalità che hanno i popoli nordici di crescere i ragazzi con molta più autonomia e di farli sentire subito grandi.
Ovviamente i colloqui con le insegnanti ci hanno fatto capire che le problematiche dei ragazzi si assomigliano, che anche loro intervengono con supporti dove si presentano situazioni difficili per l'apprendimento e che gli ostacoli da superare sono aggravati dalla posizione geografica, dal clima rigido e da centri abitati distanziati e poco numerosi.
Ben vengano allora progetti come questi che danno spazio allo scambio di tradizioni, di esperienze, anche per diffondere a gran voce il nostro modo di stare con gli altri, di far integrazione, di accettare le differenze, di valorizzare i disagi.
L'esperienza per noi tutte è stata più che positiva, ancora oggi sono poche le scuole -specialmente le scuole elementari- che partecipano a progetti europei e ancora fa notizia, l' insegnante che viaggia per lavoro. Allora sbrighiamoci, prepariamo i bagagli e partiamo ancora , questa volta per il Portogallo.
Mariella Mugione Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
Leggi anche l'articolo di Serena Parisi sempre sull'esperienza in Norvegia
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