Torna nella homepage
 
n.1 marzo 2010
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Editore

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Una scuola possibile?'  >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Long Life Learning Long Life Learning
Editoriali Editoriali
Emergenza scuola Emergenza scuola
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Integrazione Scolastica 2 Integrazione Scolastica
Pagina Organizzazione Scolastica 3 Organizzazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Una scuola possibile?
Partiamo da noi...
di Dorigatti Giorgio - Organizzazione Scolastica
Oggi si parla continuamente di scuola, tutti che vogliono rendere la scuola migliore, dal ministro Gelmini al vicino di casa.

Tutti vorrebbero una scuola che funzionasse, costruita su giuste riforme, una scuola non solo soddisfacente dal punto di vista amministrativo ma che riesca ad entusiasmare gli studenti ed eliminare tutte le sue mancanze, partendo dai bassi rendimenti degli studenti stessi ai vari gesti di bullismo.

Insomma pare che il desiderio di rendere una scuola possibile sia comune a tutti ed allora perché non succede, perché spesso e volentieri ogni riforma scolastica equivale a scatenare il dissenso popolare, perché nonostante le nuove "punizioni" introdotte per coloro che si macchiano di gesti di bullismo le cose non cambiano, perché gli studenti sono sempre meno motivati e non vedono futuro.

Eppure tutti parlano, si danno da fare per avere una scuola migliore... Personalmente credo che tutti vorrebbero una scuola diversa ma pochi si danno da fare, è sempre tempo di criticare, parlare male ma mai di agire.
Inoltre credo che si sbaglia nell' "agire": gli adulti (professori, amministrazione scolastica, ministro dell'istruzione etc ...) vogliono cambiare la scuola, renderla migliore sulla base di ciò che loro reputano migliore e non di quello che gli studenti invece credono sia migliore.
A dimostrare quest'ultimo fatto ci sono gli episodi di pochi mesi fa...di fronte alla riforma Gelmini è sceso un Paese intero (studenti e genitori soprattutto) in piazza ed il governo non si è smosso: allora forse la democrazia non è esattamente quello che ci insegnano sui libri di scuola!

Il punto è proprio questo e ne sono fermamente convinto.
Quello che c'è sui libri di scuola, le chiacchiere di cui ci riempiono i professori, l'ambiente scolastico non rappresenta la realtà: la scuola perde di credibilità appena lo studente esce fuori da quelle quattro mura.
Se parliamo di una scuola fatta solo per istruire allora forse va bene anche cosi come stanno le cose adesso (anche se l'istruzione italiana non è che sia proprio perfetta).
Tuttavia si sa bene che ai ragazzi non piace una scuola fatta solo per studiare tanto è vero che spesso si rifiutano di farlo.

Quindi se si vuole davvero una scuola migliore, un posto in cui formarsi serenamente, allora forse bisogna capire quali sono le necessità di chi la popola, ovvero studenti e professori.
Le necessità delle persone si capiscono solo ascoltandole, punto.
Inutile che il ministro fa quello che pensa essere migliore, di quello che pensa non frega niente a nessuno!
Inutile che i professori e gli adulti in generale pretendono dagli studenti rispetto e ascolto quando proprio questi ( gli studenti) non si sentono capiti da un mondo che fa schifo ... e dire che fa schifo è dire veramente poco.

Il primo punto di partenza è ascoltare, guadagnarsi la stima e il rispetto degli studenti, ascoltare i loro problemi, stargli vicino anche se questi tendono a tenere le distanze, essere tanto bravi da guadagnarsi la loro simpatia...ed è possibile.
Piuttosto sacrificare una noiosa ed inutile lezione di matematica (scusate lo sfogo, ma io detesto ancora quella bigotta dell'insegnante di matematica che avevo quando andavo a scuola) e usare quel tempo in maniera migliore, per farsi una chiacchierata: i ragazzi lo apprezzerebbero molto.
Non esistono riforme, provvedimenti per quanto severi che possono sortire effetti sui ragazzi, per fare si che la scuola diventi un luogo dove poter confrontarsi, imparare qualcosa e vivere serenamente allora bisogna creare un rapporto alunno-docente che va oltre la materia.

I ragazzi oggi si sentono non capiti, nessuno capisce i loro problemi ed hanno zero fiducia nel futuro (ed è anche normale vista la crisi) quindi l'atteggiamento di molti è di chiusura, ostilità anche verso la scuola vista come un'altra istituzione di questo mondo che non gli è vicino, una scuola che è costruita solo sui bisogni delle amministrazioni e sul pensiero di pochi.
Risultato finale: si odia la scuola e diventa un'altra cosa che fa parte di questo fottuto mondo !!

Il punto di partenza, secondo me, è quindi il rapporto che professori e alunni devono sforzarsi di avere e curare attraverso una giusta manutenzione...tutti i rapporti (amicizia, amore, lavoro...) necessitano di cura per andare avanti, di sforzo in certi casi.
Quando questo succederà -se succederà mai- allora lo studente la mattina "apprezzerà" di vedere la faccia del professore in quanto penserà "questo è uno come me, non una persona da evitare e completamente distante", allora forse si potrà anche insegnare con più serenità.

Questa è la base, poi si pensa alle riforme, a cosa migliorare nella struttura scolastica, ai provvedimenti per i recidivi, etc...
Non partiamo dalla coda, partiamo dalla base.
I professori e adulti non dovrebbero credere che gli studenti siano persone irrecuperabili e da disciplinare (come spesso pensano): questa è un mentalità che porta all'inizio di una guerra tra studenti e professori.
Un pizzico di fiducia da entrambi le parti, un po' di pazienza, del resto chi ha scelto di fare l'insegnante ha scelto una missione: di crescere i ragazzi.
Se poi non la pensano cosi, farebbero bene a cambiare mestiere.
Il dialogo è alla base di ogni convivenza civile ed è solo tramite questo che le persone possono odiarsi, amarsi, ritrovarsi ma di certo non possono rimanere indifferenti.
Indubbiamente, oltre a questo, servirebbe che la scuola portasse gli studenti un pò più fuori da quelle quattro mura e mostrasse a loro il mondo così come è realmente. Basterebbe fare più gite, uscire di più: che serve studiare il mondo sui libri quando possiamo vederlo da noi??

La scuola così come è oggi è una dimensione così lontana e gli studenti sentono che fuori dal libro è tutt'altra musica, altro che quello che ci dicono o ci vogliono far vedere.
Preparate questi ragazzi al mondo, facendo vedere loro da subito come è, nella sua bellezza e nel suo abbondante schifo, e chissà che così non si spronino un po' anche loro, gli studenti, noi ragazzi, a cambiare quello che ci circonda ...

Giorgio Dorigatti - ex alunno, ancora molto giovane
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional