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Numero: 6-febbraio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 21 Settembre 2018

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Una scuola possibile, ovvero ancora "da costruire".
C'è ancora lavoro per noi!
di Rosci Manuela - Editoriali
Il 6 e 7 febbraio, a Firenze, ho avuto modo di partecipare al Convegno "In classe ho un bambino che ... Apprendimento e aspetti relazionali nella scuola" organizzato dalla Casa Editrice Giunti. Ciò che mi ha spinto a partecipare è stata l'esigenza di "ricaricare le batterie", di assorbire nuova energia, nuove idee, da poter "restituire" poi nel lavoro quotidiano.
Pensavo di mettermi in una condizione di apprendimento passivo -fate di me ciò che volete, ma non troppo!- un tiepido sonnecchiare che mi permettesse di cogliere però qualche spunto nuovo, un ascolto attento ma che non richiedesse il dare risposte, che mi cullasse piuttosto che regalarmi lo stato di adrenalina che coltivo sempre!

Invece mi sono sentita sempre più coinvolta, non tanto e non solo per ciò che veniva detto ma per quanto "quel dire" suscitasse in me elaborazioni personali e rapide associazioni da adattare alle soluzioni che quotidianamente cerco di trovare e dare nel mio lavoro.
Ho iniziato a prendere appunti a grappolo: una indicazione per Alessandro, uno dei nostri bambini autistici, una riflessione per il circle time che tengo con la IV A, un approfondimento per la costruzione della lingua scritta nel bambino -sollecitata da Emilia Ferreiro-, la ricerca della Pontecorvo, le considerazioni di Cornoldi e ...
Uno stato di euforia si è impossessato di me e man mano che gli interventi si susseguivano sempre più avevo la consapevolezza di vivere un momento importante, una "illuminazione" generalizzata che stavo condividendo con quelle persone che parlavano, sinergie con quei contenuti proposti, scelti anche da me -ormai da tempo- per suscitare "cambiamento, trasformazione" e quindi apprendimento.
Il concetto di miglioramento proposto dalla Psicologia Positiva, con il superamento del modello medico (salute non più solo in contrapposizione alla malattia) e studio delle emozioni positive con la possibilità di parlare non più solo delle sfighe , le life skills che vanno insegnate (le propongo in tutti i corsi di formazione che sto tenendo!), il benessere degli insegnanti per prevenire il burnout (se ne parla!!) e tanto altro.
Devo dirvi che il momento veramente più emozionante è stata la conclusione del Convegno con la Lectio Magistralis di Guido Petter dell'Università di Padova. Per chi non lo conoscesse -anche se mi risulterebbe veramente impensabile tale possibilità!- questo "signore" è stato colui che ha introdotto in qualche modo la psicologia nella scuola, nella formazione dei docenti e il suo intervento ha riguardato proprio l'interazione necessaria tra le tre componenti della professionalità degli insegnanti: la competenza culturale, la competenza pedagogico-didattica e la competenza psicologica. Questa ultima non è indipendente dalle precedenti ma è collegata ad entrambe sebbene ancora non molto sviluppata in coloro che si occupano di scuola, vecchi e nuovi docenti.
Che dirvi, la molteplicità inoltre delle ricerche presentate dalle maggiori università presenti nei due giorni e la fattiva collaborazione con la scuola, per realizzare la ricerca e la riflessione psico-pedagogica (unico appunto: gli insegnanti non hanno parlato mai!) mi ha fatto sorgere "spontanea" una domanda: ma di tutta questa ricerca il ministro Gelmini pensa di farci qualcosa? Sembra paradossale che nello stesso condominio (è lo stesso ministero!!) si facciano scelte diverse -contrapposte?- tra ciò che abbiamo scoperto servire alla scuola e agli studenti (lo dice la ricerca) e ciò che si applica (nulla, si taglia, lo decide il ministro!).
Anche il bravo prof. Petter non ha risparmiato commenti: "Rabbrividisco al ritorno al maestro unico ... che io vivo come un passo indietro nella Scuola." E se lo dice lui -rabbrividisce- dall'alto della sua esperienza e della sua lucidità mentale ... Il buon vecchio saggio ha 83 anni ed insegna ancora all'Università di Padova.... Stesso condominio?

PS: Quando sono tornata a Roma ho rintracciato la mail del Prof. Guido Petter e gli ho scritto ringraziandolo per tutta la sua attività e per l'intervento al Convegno, per le emozioni che mi aveva suscitato e ho preso il coraggio di raccontare brevemente anche della nostra rivista, così...
"Il gruppo di autori, che si amplia sempre di più, è composto principalmente da docenti, "normali" docenti che nella quotidianità ricercano le soluzioni possibili per sfidare le difficoltà di ogni bambino, con l'intento di non lasciarne indietro nemmeno uno; dirigenti scolastici "illuminati" che sanno gestire la scuola e valorizzare le risorse umane con cui lavorano; genitori "speciali" che affrontano le sfide che l'handicap propone e altri con meno problemi ma con altrettante attenzioni a quello che di buono la scuola fa per i propri figli; psicologi "pubblici e privati" che si scontrano con i limiti e le ristrettezze anche della sanità e cooperative di assistenza con gli AEC e poi ancora prof. dell'Università di Cassino e tanti altri. Perchè la rivista è "una piazza", una rete virtuale, aperta a tutti coloro che credono nella scuola come istituzione privilegiata a cui guardare per credere ancora che il futuro sia migliore di ieri, per crescere, per migliorare un pò sempre, un pò tutti".

E cosa ha fatto il Prof. Petter? Dopo due giorni ha risposto!
"Gentile signora Rosci,
sono contento che il mio intervento al congresso di Firenze sia risultato consonante con i suoi sentimenti e la sua valutazione nei confronti della situazione che si sta venendo a creare nella scuola di oggi. Per fortuna vi sono molti insegnanti che la pensano come noi (è risultato evidente dall'applauso generale e prolungato che c'è stato quando io ho accennato al passo indietro rappresentato dal ritorno al maestro unico), e questi insegnanti faranno, in qualche misura, barriera, in attesa di tempi migliori. Vedo che si è occupata molto, e con passione, della scuola, e che si è impegnata, oltre che nella pubblicazione di un libro, anche in quella di una rivista telematica dedicata alla scuola e agli insegnanti. Mi complimento con lei per tutto questo. Nei prossimi giorni, appena avrò un po' di tempo libero, prenderò visione della rivista, che già nel suo titolo è promettente (in quanto fa riferimento ad una scuola che per certi aspetti è, appunto, possibile, ovvero ancora da costruire)".
Molti auguri per il suo lavoro, e un cordiale saluto, Guido Petter"


... ad una scuola che per certi aspetti è, appunto, possibile, ovvero ancora "da costruire".

Allora continuiamo a darci da fare, a credere, continuiamo a scrivere ciò che siamo capaci di fare nella scuola, recuperiamo le forze e la grinta e non accettiamo ciò che non ci piace (l'articolo di Lucia Paci), proseguiamo nelle scelte che, seppur impegnative, confermano la nostra responsabilità nei confronti della diversità (gli articoli di Antonella Di Berto, Daniela Scilipoti, Chiara Sicoli, Graziana De Santis), e come dice Anthony Robbins "Gli ostacoli si possono superare, bisogna solo capire come" (l'articolo di Elvira Collura).
Concedetevi il tempo di leggere anche tutti gli altri articoli per respirare aria di "possibilità".
C'è ancora lavoro per noi!

Manuela Rosci Psicopedagogista 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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