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n.59 gennaio 2106
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Articolo 'Una volta nella vita'  >>>
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Una volta nella vita
Les Héritiers
di Riccardi Barbara - Dedicato a te
Quando pensi: 'Dopo tanto dover correre, dopo tanti devo fare, ho proprio voglia di qualcosa che mi ricarichi lo spirito, immediatamente penso ad ogni forma di arte, ma il cinema rimane sempre, la prima passione'; il mio intervento ad Uno Mattina da Tiberio Timperi per affrontare il tema: "Whatsapp si, whatsapp no"; insieme al freddo inverno, in un cinema al caldo, un bel film diventa così, proprio un fuori programma che ritempra e appaga la mia sete di fascino culturale.

Prendo al balzo la proposta del Cinema Barbarini e il Progetto in collaborazione con il Cinema Farnese "CineLab - Young Cinema Roma" con la proiezione "Les Héritiers" film ispirato a una storia vera.
Fin dalla prima scena mi ritrovo a rispecchiarmi nei processi educativi della professoressa Anne Gueguen del Liceo Léon Blum di Créteil, città nella banlieue sud-est di Parigi: una scuola di incontro delle più variegate etnie, con tutti i conflitti religiosi e sociali che derivano da questa convivenza.
Stile e modalità fuori dal coro di un modello di fare didattica che mette al centro il ragazzo con tutte le sue abilità e capacita, la seduzione educativa nell'accogliere le differenze e valorizzarne il suo essere, la creatività di fare cultura non equiparata ai soliti schemi sociali ed educativi, fanno il mito della Gueguen, con la sua teoria alla maniera di Bauman e di tutti noi de La Scuola Possibile: "Si può fare, basta volerlo e provarci".

Immagini che accolgono, che si intrecciano e si ricollegano tra loro tessendo ogni minima azione per dare il senso di unione al quel gruppo classe così ampio e oppositivo, che man mano si va a cucire a loro immagine e somiglianza.
In modo delicato la professoressa crea alleanze collaborative per produrre un finale che andrà a valorizzare il loro lavoro di squadra, di gruppo classe maturato in una visone di insieme capace di confrontarsi e relazionarsi ognuno dalle loro prospettive.
Con la proposta alla sua classe, il progetto comune di partecipare a un concorso nazionale di storia dedicato alla Resistenza e alla Deportazione, facendo ricerca e studio sulla memoria della Shoah, la professoressa cementerà il mattone che cambierà per sempre la vita degli studenti, la creatività e la ricerca come formula magica attrattiva verso lo studio.

Arriverà "Una volta nella vita" nei nostri cinema il 27 gennaio, Giorno della Memoria, film di Marie-Castille Mention-Schaar ispirato alla storia vera di Ahmed Dramé, che è anche autore della sceneggiatura insieme alla regista e del libro omonimo pubblicato in Italia da Vallardi.
In Francia la pellicola è stata considerata come "un messaggio di speranza e un tributo alla nobile missione degli insegnanti". Aggiungo: uno obiettivo puntato sul mondo della scuola con un messaggio di speranza e un tributo alla passione e all'ardore di essere e fare gli insegnanti, dove ognuno ci si può ritrovare da qualsiasi angolatura del globo terrestre.
Colonna originale di Ludovico Einaudi e una canzone rappata francese che evidenzia i contenuti della sceneggiatura, un riassunto esaustivo del significato del perché il cambiamento deve avvenire cominciando proprio dalle e all'interno delle scuole, perché luoghi di cultura e formazione dove i ragazzi si incontrano e scambiano i loro vissuti e fanno le loro esperienze condivise di crescita personale e sociale, dove fortificare le loro convinzioni attraverso la costruzione del bagaglio delle competenze ed abilità in campo per attuarle successivamente, pronti per essere cittadini migliori nel mondo del lavoro e per un mondo migliore fondato sui valori di una società civile e unitaria.



"Una volta nella vita" per provare a vedere se funziona...come film sicuramente si!!

di Barbara Riccardi
docente I.C. Via Frignani, Spinaceto - Roma, Counselor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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