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n.64 giugno 2016
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Oggi è il giorno:21 Agosto 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Uscire dallo schema'  >>>
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Uscire dallo schema
Andare oltre!!
di Melchiorre Antonia - Formazione
Quest'anno da febbraio a giugno ho frequentando il corso "Progettare per competenze, valutazione e certificazione", organizzato da GiuntiScuola e Sysform Learning. Lo scopo del corso è quello di realizzare concretamente, con l'aiuto dei formatori, alcuni percorsi didattici partendo dalle nuove normative, in particolare dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo e dalle Linee Guida per la certificazione delle competenze.

Ciò che viene chiesto agli insegnanti, anche questa volta, è di cambiare modo di far didattica, modo di concepire l'insegnamento, di vedere l'alunno da varie prospettive.
Da anni si chiede agli insegnanti di portare il bambino oltre il semplice "leggere, scrivere e far di conto", ma come è stato già in passato, la scuola è sempre anacronistica rispetto alle leggi che la regolamentano. Eppure proprio perché noi "formiamo il futuro" dovremmo, non solo stare al passo, ma addirittura più avanti!
Quindi mi sono iscritta a questo corso per poter diminuire le distanze, appunto, tra ciò che mi viene richiesto dalle "nuove" normative e il mio modo di fare scuola.
Questo per-corso non è stato privo di frustrazioni: ogni novità, ogni trasformazione, ci mette davanti a difficoltà dovute al cambiamento dello schema mentale!

In una delle prime lezioni, tra le tante cose, ci è stato chiesto di unire 9 puntini senza mai interrompere il tratto.
Ci è stato suggerito di non rimanere legati allo schema ma di andare oltre! Bene io non ci sono riuscita! Tutti i miei tentativi comunque prevedevano un modello rigido da dove non sono uscita, fallendo nel gioco!
In quel momento io non vedevo proprio nessuna soluzione: per quante ne avessi tentate, non riuscivo ad unire i 9 puntini secondo le indicazioni date. Eppure la soluzione c'era e il suggerimento era stato chiaro: andate oltre lo schema!! Quando l'ho vista non ci potevo credere: non era difficile!

Quello che ci viene richiesto nel ri-programmare una scuola diversa è uscire dai soliti, sicuri, rassicuranti, conosciuti schemi!! Ma come?
Vediamo se riesco a riassumere, a grandi linee, ciò che credo di aver capito durante questi mesi di formazione. Certo i concetti sono molti, non sarà facile!

Intanto cambiare atteggiamento: essere positivi, non criticare mai i bambini, ma semmai insegnare loro ad essere "critici" nei confronti del proprio lavoro, aiutarli a far emergere in ognuno ciò che hanno come potenziale, avere fiducia noi prima di tutto nelle loro capacità! Questo secondo me è il primo passo!

I bambini inizialmente sono tanti puntini isolati, noi dobbiamo trovare il modo per unirli tra loro in modo che nessuno rimanga fuori! Quindi tutto si basa sulla relazione!
Da qui si parte per i vari passi successivi.
La rete non si forma solo tra i bambini ma, prima ancora, tra le figure che formano il team insegnanti e poi anche con i genitori.
Probabilmente molti di voi daranno per scontato tutto questo, io invece ancora lo considero un traguardo se non da raggiungere, almeno da consolidare!
Partendo da queste basi passiamo al modo di programmare le attività.
La costruzione del lavoro di una classe dovrà trovare le sue basi nel curricolo verticale dell'istituto, strumento che permette di delineare i traguardi di competenza che dovremo tener presente, come "bussola di riferimento" per costruire percorsi didattici con i quali aiutare gli alunni a sviluppare le competenze, non solo nella scuola primaria ma anche nei gradi di istruzione successivi.

Si può partire dall'unità di apprendimento che si costruisce insieme alle colleghe e ai bambini. Questo vuol dire due cose: primo, andare oltre le singole discipline, pensare agli argomenti che si vogliono affrontare, quali competenze attivare con quel percorso, quale prodotto realizzare (compito di realtà) e con quali strumenti; secondo, rendere partecipi i bambini del proprio percorso formativo.

Il lavoro di un insegnante non è più isolato, ma collegato inevitabilmente a quello dei sui colleghi, proprio come i 9 puntini, e anche in questo caso viene richiesto di uscire dai soliti schemi.
Inizialmente non è semplice, si fa fatica a capire cosa ci viene richiesto, non si ha neanche tanta fiducia che ci sia un altro modo di concepire la scuola (impossibile unire i 9 puntini), ognuno pensa che nella propria classe ci sono così tanti problemi che sicuramente non è cambiando modo di lavorare che si possano risolvere, in fondo il nostro ha funzionato bene per anni, o quasi, perché cambiare?
La risposta è abbastanza semplice: perché continuiamo a lamentarci che i bambini si distraggono, che non si applicano, che sono aggressivi, che non sono autonomi, che non sanno organizzarsi. Ma noi diamo loro davvero la possibilità di essere qualcosa di diverso?
Noi ci diamo davvero la possibilità di essere insegnanti diversi?
Io sono un puntino tra i tanti che girano nella scuola, ma sono importante come lo sono tutti gli altri. Rimanere isolati e pensare a gestire e rendere bello solo il proprio "puntino" non serve a costruire una società sana!

Per trovare strategie nuove ed efficaci probabilmente si dovranno fare alcuni tentativi, senza arrendersi, mettendosi in gioco tutti, insegnanti e alunni: quando si lavora insieme si trovano più soluzioni creative!
Quindi l'importante è porsi in un atteggiamento di fiducia: se qualcuno prima di noi ha tentato ed è riuscito, questo dovrebbe servire da sprone per provare e riuscire!

Così come i bambini devono "fare" per poter apprendere, o attraverso il gioco o il lavoro (meglio se giocoso), anche noi in questo corso, anzi per-corso, "abbiamo fatto", ci siamo messi in gioco, cercando di ragionare e di capire insieme come poter cambiare il nostro modo di pensare la scuola ed "agirla" in maniera diversa.

Mi rendo conto che questo è stato solo un altro passo, che ho dell'altra strada da fare, che il mio schema mentale è ancora un po' rigido, ma ho voglia di trovare insieme agli altri soluzioni diverse per andare oltre...oltre i 9 puntini!

di Melchiorre Antonia
insegnante di sostegno dell'I.C. "Maria Montessori", Roma
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito sabato 02/07/2016 ore 23:09 da Monica Razzauti
Fiducia, sempre, nei nostri piccoli "ovetti", sicuri che quel guscio più o meno duro si schiuderà e ne usciranno tante piccole gemme, preziose nella loro unicità ma straordinarie se unite, brillanti. Insieme si possono raggiungere mete ambite, piccoli e adulti. La collaborazione e lo scambio , favoriscono autocritica e sono un passo indispensabile verso la crescita.
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