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Numero: 9- maggio 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 15 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Utilizzare la risorsa-alunni'  >>>
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Utilizzare la risorsa-alunni
Un'altra apparente banalità!
di Ruggiero Patrizia - Integrazione Scolastica
Continuo a partecipare, quasi indefessamente , a corsi di formazione e aggiornamento per crearmi occasioni di confronto e di ascolto con i colleghi: momenti di riflessione, di approfondimento e di osservazione che sono per me una linfa rigeneratrice.
Ho notato che quando gli insegnanti parlano di un bambino diverso, con handicap, straniero, o semplicemente problematico, emerge una visione lineare insegnante-alunno come se si trattasse di un rapporto uno a uno.

In genere non si considera che c'è un contesto, o tutt'al più lo si considera un ostacolo, un'intralcio: "come faccio io, ho tutta la classe! e gli altri alunni?"
Si genera così una insanabile dicotomia -seguirne uno o gli altri- nella ricerca miracolosa di moltiplicarsi per seguirli tutti!
L'individualizzazione è ancora una chimera: lo diamo come acquisito in quanto concetto teorico "buono e giusto" ma, profondamente, ancora resiste l'idea che sia impossibile e, praticamente, sono poche e sporadiche le strategie che si mettono in atto.

In particolare pochissimo utilizzata è la risorsa-alunni.
Tale dimensione è ritenuta fondamentale per la qualità dell' integrazione da importanti autori (Ianes e Tortello), offre un vantaggio straordinario agli insegnanti, è sicuramente disponibile, ma non è, in effetti, così semplice da attivare: è necessario costruire uno sfondo che la renda realizzabile, uno scenario che nella maggior parte dei casi è molto diverso da quello presente.
Pensate che salto concettuale straordinario è il passaggio a considerare:
- l'esistenza di un contesto complesso e con caratteristiche sue proprie, di cui ogni insegnante e i suoi colleghi sono una parte inscindibile
-la valenza di positività e opportunità che il contesto rappresenta e contiene
- la possibilità di evidenziarne risorse nelle persone
- il fatto che ciascuno costituisce una risorsa per l'altro: a partire da se stessi, sentirlo intimamente e saperlo "insegnare".

In effetti, è proprio questo ultimo gradino che, secondo me, è determinante e fa la differenza: che offra aiuto o costituisca un problema da affrontare, il compagno, ogni compagno è un'opportunità di crescita per ogni componente della classe. Non è solo tolleranza, è sentire la presenza dell'altro importante e nutritiva per se stessi, per ciascuno.
Bisogna insegnare loro ad essere risorsa, reciprocamente uno per l'altro, sostegno, incoraggiamento, aiuto, confronto, creare un clima di collaborazione, ascolto e rispetto reciproco, disegnare nuove regole, esplicitare nuovi valori.

Torniamo alla parola RISORSA così piena di significati.
Suggestiva l'etimologia: essa deriva dalla stessa radice del verbo risorgere (Polito) e vuol dire rinascere, rianimarsi, riemergere, riprendersi, rifiorire, ravvivarsi, ridestarsi (il suo contrario sarebbe così spegnersi, esaurirsi, decadere, disanimarsi, scoraggiarsi, morire) evidenziandone l'essenza trasformativa dal nulla alla vita.
Pur essendo la RISORSA un mezzo che pone in condizione di superare una difficoltà, un'energia che oppurtunamente valorizzata è in grado di produrre ricchezza, essa non costituisce un bene immediatamente utilizzabile: nella parola risorsa è insito anche il concetto di potenzialità, possibilità in divenire. Utilizzare una risorsa è il risultato, infatti, di un articolato processo e di una lunga e continua ricerca: riconoscerla come tale e conoscerne l'uso, sapere dove e come si trova, creare una situazione adatta affinchè possa essere utilizzata, adoperarla con la dovuta cautela... sono tante le operazioni da compiere.
E ci sono anche molte problematiche connesse allo sfruttamento delle risorse, la produzione di scorie, l'esaurimento.
Affinchè ogni alunno diventi una risorsa in classe, è necessario creare le condizioni per prevenire eventuali problematiche e ostacoli
- problemi di rifiuto da parte di chi presta aiuto in quanto aggravato da un compito in più,
- problemi di reattanza da parte di chi riceve aiuto che si percepisce inadeguato e in una condizione di bisogno,
- proteste dei genitori per distrazioni del figlio, diminuzione del rendimento o sovraffaticamento,ecc
- incomprensione dei colleghi che vedono distrazione e confusione.

Occorre promuovere la valorizzazione delle caratteristiche personali, facilitare lo sviluppo di competenze specifiche di cooperazione, avviare dei canali di "rigenerazione".
Si tratta di creare un ambiente che contiene in sè i presupposti e i principi utili ma che si struttura nel contesto e si perfeziona nel tempo.
E' opportuno che un'insegnante ne abbia cura, implementando le azioni e orientandone la progressione, prevedendo una gradualità che dipende dalle variabili del contesto stesso.
Solo un importante, consistente e attento lavoro mirato, sviluppo di sensibilità, di competenze specifiche, di consapevolezza di tutti, insegnanti, genitori e alunni, consente la possibilità di utilizzare pienamente questa enorme potenzialità, questo tesoro che è il contesto classe, la risorsa in ciascun alunno.

Il corso, a cui accennavo all'inizio dell'articolo, è sulla didattica dell'italiano seconda lingua.
Abbiamo studiato come preparare delle apposite dispense, a casa, per ogni lezione, per ogni bambino: sicuramente un lavoro per l'insegnante lungo e complesso, anche per le difficoltà legate alla previsione di comprensione che si modifica istante per istante e varia a seconda delle competenze pregresse del bambino straniero.
Posto che ogni insegnante deve conoscere i criteri con cui approntare un lavoro specifico, utilizzando la risorsa alunni, invece, si potrebbe, durante la lezione, far... evidenziare una parola chiave, costruire una sintesi, semplificare un percorso, tracciare una mappa, estrapolare domande per il compagno, con modalità a coppie, a catena, in gruppo; si potrebbe coinvolgere il bambino con altre difficoltà, il quale potrebbe a sua volta essere supervisionato da un altro più bravo, ecc, ecc.
Si potrebbe, così, testare immediatamente la comprensione e apportare le adeguate variazioni e modifiche.
Ogni prodotto potrebbe diventare patrimonio comune di riepilogo e, sicuramente, grande sarebbe il vantaggio per tutti: un lavoro appassionante e divertente che coinvolge tutta la classe.
Pensate che magnifica rielaborazione!
Altro che inutili e noiose spiegazioni e ripetizioni!

Un'opportunità straordinaria di problem solving cognitivo e relazionale per OGNI alunno, che costruisce in modo creativo e attivo apprendimenti, creando soluzioni utili per sè e per il proprio contesto-ambiente di lavoro.

Patrizia Ruggiero Docente di sostegno SMS Fellini - Roma
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Sono presenti 2 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito mercoledì 26/04/2017 ore 21:53 da Eleonora Caminada
La risorsa alunni è la più efficace,provare per credere! L'anno scorso è arrivato un alunno direttamente dalla Cina che non parlava una parola e non conosceva niente della nostra scuola. L'inserimento è durato un intero anno, con risultati visibili solo nell'ultimo mese. I compagni maschi sono diventati da quasi subito i suoi interlocutori e grazie all'empatia che si andava realizzando, ho creato gruppi di tre o quattro bambini che a turno "adattavano" delle attività di L2 per il nuovo arrivato. I risultati raggiunti e i processi attuati sono stati ottimi per tutti!
inserito sabato 27/02/2016 ore 23:28 da Caterina Esposito
Sono d'accordo con lei quando dice che la presenza dell'altro è importante e aggiungo che lo è di più quando l'altro è un tuo pari. In classe abbiamo disposto i banchi ad isole per permettere ai bambini di collaborare tra di loro e per includere maggiormente nelle attività possibili la bimba con Sindrome di Down. Uno dei laboratori che abbiamo portato avanti era sul mito. Ad ogni bambino ne è stato affidato uno, che hanno studiato, rielaborato e raccontato in prima persona, immedesimandosi nel personaggio in una lezione aperta ai genitori. E proprio la risorsa alunni è stata importante e fondamentale per permettere alla bambina di partecipare alle attività. Due compagne sono riuscite ad includerla nel progetto, hanno studiato con lei la parte, da sole, osservate da lontano, in quell'isola in un angolo dell'aula. E se da un lato le compagne le hanno fatto da tutor, lei è stata per loro stimolo nel fare bene. Quell'attività le è piaciuta così tanto che spesso dobbiamo ripetere quella parte, la sua parte! Grazie a quella singola battuta, poche parole, ma studiate con le sue compagne, lei ricorda tutto il mito che le era stato affidato. Una vera forza la risorsa alunni.
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