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n. 72 aprile 2017
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Oggi è il giorno:23 Giugno 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
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Vieni, ti racconto una storia!
La lettura: una pratica che diventa passione
di Santigliano Leonilde - Didattica Laboratoriale
C'era una volta...
Appena si pronunciano queste fatidiche parole davanti ad un pubblico di piccoli curiosi, l'atmosfera si trasforma magicamente, le attese sono infinite e variegate per il viaggio che si sta per intraprendere.
Il luogo per eccellenza preposto a promuovere una certa curiosità e amore per la lettura è proprio la scuola, a cominciare da quella dell'infanzia. Quando si parla di lettura, spesso si pone l'accento sul "piacere di leggere", a tal proposito Daniel Pennac affermava: "Non si può costringere a leggere come non si può costringere ad amare".
Non è facile suscitare nei piccoli questo piacere, abituati a vivere in un mondo movimentato, circondati da svariate tecnologie che sostituiscono a volte quelle azioni umane che possono suscitare emozioni, immaginazioni, viaggi fantastici.
Un primo approccio di avvicinamento alla lettura potrebbe essere pilotato dall'insegnante di classe; attraverso la sua voce potrebbe veicolare il pensiero dei bambini verso orizzonti diversi. La narrazione è un momento di acquisizione completo: scoperta di nuovi termini, confronti di esperienze, interazione sociale, ampliamento lessicale, vivo nutrimento per la fantasia.

"Nel frattempo, a casa Malussène... i bambini hanno mangiato, hanno sparecchiato, si sono smazzati i piatti, si sono lavati, hanno infilato i pigiami e ora sono seduti sui letti sovrapposti, con le pantofole dondolanti nel vuoto e gli occhi fuori dalle orbite... Il vecchio Risson racconta tutte le sere alla stessa ora e, appena attacca a parlare, la cosa diventa più vera del vero. Nel momento stesso in cui lui si piazza al centro della stanza, seduto dritto sul suo sgabello, con l'occhio acceso, aureolato dall'incredibile criniera bianca, a diventare altamente improbabili sono i letti, le pantofole, i pigiami e le pareti della stanza..."

Ancora Pennac spiega il momento magico di quando si racconta una storia; il narratore ha la capacità di trasmettere le parole che sta leggendo ma ne potrebbe offrire tante altre in chi ascolta e interpreta in maniera personale.
Acquisita la capacità di lettura, ci si chiede se i bambini diventeranno, prima o poi, dei veri lettori; di certo non potremo saperlo, ma sicuramente la scuola potrà offrire numerosi spunti ed esperienze e suscitare la passione.
Il mio Istituto da anni propone diversi eventi per favorire il gusto verso la lettura attraverso l'ascolto di storie per bambini. Pensare di sperimentare diversi modi per poter insegnare, offrire conoscenze, non è molto difficile, ma è necessario trovare sempre un senso alle cose che si fanno, rendendo i bambini partecipi: una passeggiata per il quartiere, un picnic al parco, una caccia al tesoro potrebbero essere spunti concreti per raggiungere dei piccoli traguardi.
La nostra scuola, di recente, ha avuto la possibilità di ospitare una mostra intitolata "Fiabe, mostri, irriverenza" e tutte le classi hanno avuto il piacere di visitarla. E' stato un momento per spiegare ai bambini la differenza tra fiaba e favola, per cogliere tra loro le conoscenze rispetto ad alcune favole famose e quindi parlarne; l'osservazione dei dipinti è stato un modo per distinguere le particolarità di ogni soggetto. In questa occasione l'intenzionalità dell'insegnante ha giocato un ruolo molto importante, orientando gli alunni verso determinati obiettivi che si possono raggiungere anche fuori dalla classe, attraverso il gioco e la discussione partecipata. Molti bambini ne sono usciti ricchi di tanta curiosità e desiderio di approfondire la conoscenza di tante altre favole, stimolati dal breve racconto da parte dell'insegnante.
Sicuramente non ci stancheremo mai di dire ai nostri alunni "c'era una volta..." e siamo tutti d'accordo che "Accrescere nei giovani l'amore per la lettura è non solo, quindi, migliorare le conoscenze linguistiche, ma anche la capacità di espressione e di organizzazione del pensiero, lo sviluppo delle capacità critiche e di un pensiero libero, creativo, democratico. Tutto questo senza considerare l'enorme ricaduta che la lettura ha inevitabilmente sulla didattica: un bravo allievo è sempre un allievo che legge"(Dal Progetto Ministeriale -LibroBianco).
D. Pennac


Leonilde Santigliano, docente dell'I.C. "Belforte del Chienti", Roma
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