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n. 29 gennaio 2013
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Oggi è il giorno:19 Settembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Vive la France!'  >>>
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Vive la France!
Incontro- intervista con Mathieu Weeger dell'Ambasciata di Francia in Italia (Roma)
di Ansuini Cristina - L'intervista
È la prima pioggia dell'anno quella che accompagna i miei passi sull'acciottolato di via Giulia, mentre mi reco all'incontro con l'addetto alla cooperazione per il francese a Roma.
Inutile dire che questa è una delle parti di Roma che amo di più e che frequento quindi con una certa assiduità; il fatto di veder collimare questo fatto con la possibilità di entrare in contatto con un mondo su cui ho sempre fantasticato- la Francia e la sua cultura - mi emoziona non poco.

Mathieu Weeger mi accoglie con gentilezza nel suo ufficio e risponde volentieri alle mie domande che mirano a conoscere, o almeno a intravedere, il sistema scolastico francese.

Inizio la mia intervista chiedendo com'è organizzata la scuola francese.
"Dopo la scuola materna, che non è obbligatoria, ma che è frequentata dalla stragrande maggioranza dei bambini, si entra nell'école primaire a sei anni .
La scuola primaria dura per cinque anni ed i bambini avranno un unico insegnante per tutte le 24 ore settimanali che frequenteranno.
Seguono poi quattro anni di collège, quindi tre di scuola superiore - lycée d'enseignement général et technologique o enseignement professionnel -, i ragazzi quindi escono dalla scuola un anno prima rispetto all'Italia, ottenendo il Baccalauréat a 18 anni ."

Quanto investe il Governo nella scuola?
"La scuola è una priorità del Governo, che ci sta investendo moltissimo: tanto per rendere l'idea le dirò che nei prossimi anni verranno assunti stabilmente 40000 nuovi docenti e che tanto si sta facendo nel campo dell'innovazione tecnologica, della ricerca, dell'integrazione. Rifondare la scuola è stato uno dei punti nodali della campagna elettorale del Presidente François Hollande - Refonder l'École de la République pour refonder la République par l'École - e le cose stanno procedendo in questo senso.
L'attenzione nei confronti del mondo della scuola e dell'educazione in generale è testimoniata anche dal fatto che oltre ad un Ministro dell'Educazione è stata nominata anche una Ministra delegata alla Riuscita Educativa".

A proposito di riuscita educativa e scolastica, come vengono aiutati i bambini in difficoltà o con bisogni speciali?
"Finora la priorità è stata data all'integrazione sociale ed economica, nel senso che il governo è intervenuto nei casi di svantaggio e nelle situazioni più a rischio segnalando e seguendo in modo specifico il dispositivo "Eclair" ("Ecoles, Collèges et Lycées pour l'Ambition, l'Innovation et la Réussite"), dove lo Stato è un presidio essenziale per risolvere problematiche legate al degrado e al disagio.
Attualmente si stanno intensificando gli aiuti per quanto riguarda situazioni di handicap, inserendo nella scuola sempre più insegnanti che accompagnino i bambini con problemi, ad affiancare il lavoro dell'insegnante di classe e quello della RASED, una rete di sostegno che si occupa di bambini in difficoltà."

Come avviene il reclutamento degli insegnanti?
"Coloro che intendono dedicarsi all'insegnamento devono fare il concorso a cattedra e annuale nazionale e poi, una volta superato, seguire un anno di formazione al termine del quale si viene assunti stabilmente: a 25 anni si può già essere insegnanti di ruolo. (!)
Il concorso e la formazione sono molto impegnativi, dal momento che viene richiesta un'alta professionalità per tutti i gradi di scuola.
La qualifica degli insegnanti, tutti in possesso di un Master (5 anni di percorso universitario), è differenziata tra:
Professeur des écoles, che insegna nelle scuole materne e primarie
Professeur certifié, che insegna nei college e nelle scuole superiori
Professeur agrégé, che insegna principalmente nei licei

Gli insegnanti hanno a disposizione fondi per la loro formazione e per l'aggiornamento?
"Certamente! La formazione viene considerata un diritto di ogni persona che lavora nella scuola che deve quindi essere messa in condizione di migliorarsi, di seguire i suoi interessi e di adattarsi all'evoluzione del sistema educativo per poter seguire al meglio i suoi allievi.
Esiste un Piano Accademico di Formazione, calibrato sulle realtà locali, che dà la possibilità di seguire gratuitamente i corsi."

Come viene considerato il lavoro di insegnante nella società civile?
"Ci sono ancora molti stereotipi infondati sulla professione-docente - molte vacanze, poche ore di lavoro...-, ma la situazione sta cambiando, c'è sempre una maggiore presa di coscienza del ruolo dell'insegnante nella società.
Cinquant'anni fa l'insegnante era considerato un elemento centrale e godeva di un'enorme considerazione, con il passare del tempo la considerazione dei suoi confronti è calata sempre di più, ma ora sembra ci sia una consapevolezza nuova rispetto al suo ruolo fondamentale."

Soffermiamoci un po' sulla scuola elementare e parliamo un po' della quotidianità. Quante ore stanno a scuola i bambini? Con quanti insegnanti?
"Parlando di scuola primaria, i bambini stanno a scuola 24 ore a settimana, sempre con lo stesso insegnante, che si occupa di tutte le discipline, dallo sport alla matematica, dalla lingua straniera all'arte. Si tratta quindi di un vero insegnante unico! Per questo la selezione e la formazione degli insegnanti è così dura e impegnativa! D'altra parte le scuole materna ed elementare francesi sono conosciute e molto stimate in tutto il mondo per il loro livello di professionalità e specializzazione.
I bambini hanno delle attività mattutine, una pausa per il pranzo, dove sono seguiti da personale ausiliario, mentre l'insegnante ha una pausa, e poi ci sono delle attività pomeridiane, in genere sportive o laboratoriali.
Sono previsti lavori di équipe tra insegnanti, con progetti, visite culturali, laboratori; esistono ad esempio le classes de neige o le classes vertes, che sono delle attività fatte all'esterno della scuola, a seconda della zona e della stagione, che consentono ai bambini un contatto diretto con il territorio .
Per programmare queste attività gli insegnanti hanno a disposizione un'ora a settimana."

Qual è lo spazio dato alle nuove tecnologie?
"Importante. Ogni scuola ha il suo laboratorio di informatica ed il Governo si sta impegnando per migliorare sempre di più l'offerta e la formazione in questo senso. Molte classi hanno già la TNI (Tableau Numérique Interactif), la vostra LIM, la lavagna multimediale."

Com'è il rapporto dei genitori con la scuola? Vengono coinvolti nelle attività scolastiche?
"Un po' come avviene in Italia, ci può' essere un rapporto di diffidenza e contemporaneamente voglia di collaborazione... Naturalmente la presenza dei genitori nella scuola è maggiore nella scuola primaria e va via via scemando negli altri ordini di scuola. C'è comunque la tendenza a rendere partecipi le famiglie e a consultarle, anche se le scelte pedagogico-didattiche degli insegnanti sono a loro esclusivo appannaggio".



Tante sono ancora le domande che mi ronzano nelle mente, ma ormai mi sono fatta un'idea abbastanza chiara della situazione, una situazione vivace ed in evoluzione costante che fa ben sperare, che dà un respiro di positività e di apertura serena verso il futuro.
Ringrazio e saluto cordialmente Mathieu Weeger e mi ritrovo di nuovo in via Giulia. Ha smesso di piovere.



Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgonicini Duca, Roma
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