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n. 66 ottobre 2016
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Oggi è il giorno:17 Dicembre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Voglio apprendere a vivere'  >>>
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Voglio apprendere a vivere
Immaginare il percorso è già viaggio
di Melchiorre Simonetta - Formazione
"Voglio apprendere a vivere": questa frase rimarca l'importanza vitale della formazione sia da un punto di vista di umanità che di cittadinanza perché per risolvere i problemi fondamentali dell'uomo è necessaria un'alleanza educativa tra cultura umanistica e cultura scientifica. Una mancanza di congiunzione tra le due infatti non può servire ad una adeguata maturazione morale e spirituale.
Dove andremo senza unità di saperi? In una stella possiamo analizzare le particelle, possiamo conoscere delle cose estremamente interessanti sul suo essere fisico ma, senza la soggettività umana che si esprime nella letteratura e nell'arte, rimarrebbe sterile. È necessario umanizzare i saperi per limitare la dispersione della conoscenza: questo è un problema da affrontare già nei primi anni di scuola e deve proseguire lungo tutto il percorso degli studi".

EDGAR MORIN

L'avvio dell'anno scolastico è sempre, almeno nella mia realtà, prevalentemente "manuale": si organizzano spazi, si assegnano aule, si consegna il materiale montessoriano alla classe successiva, si riceve il materiale dalla classe precedente. Dall'alto i nostri corridoi assumono sicuramente la forma e l'organizzazione di un formicaio, le maestre danno vita ad aule e spazi con colori, fiori, striscioni di benvenuto e materiale in bella vista, un concitato viavai alla ricerca del mobile, della sedia, del banco perduti.

In questo inizio si viene fagocitati dalla faiite e per questo il rischio di perdere di vista la preparazione all'incontro con i nostri alunni è forte; il tempo della progettazione, quel momento in cui si raccolgono idee, si decide da che parte andare e come farlo, si definisce la direzione del viaggio e le tappe più importanti, quelle da non perdere, sembra allontanarsi.
Nel corso di questo primo momento così animato, non ho mai smesso di pensare il mio progetto per questo nuovo anno, come un viaggiatore curioso immagino il nostro itinerario, lo sogno, lo anticipo.

Una volta terminata questa fase, in cui prevale il caos creativo e assolutamente "aperto", in cui tutto è possibile, pianifico il mio viaggio, utilizzo le mappe del territorio, valutando le risorse a disposizione, per poi preparare il bagaglio e partire.

Come in ogni fase creativa decido quali sono le parole-chiave che mi accompagneranno, ho l'idea di dove desidero portare i miei alunni, quali sono i traguardi irrinunciabili da raggiungere:

- un'identità di gruppo in cui prevalgano la capacità di cooperare, di riconoscersi e di riconoscere l'altro nel rispetto delle differenze;

- la capacità di trovare soluzioni alle domande che il mondo, prossimo e non, ci pone;

- il desiderio di mettersi in gioco, sentendosi squadra;

- la comprensione e la comunicazione all'interno di se stessi prima di tutto, allenandosi alla comprensione dei propri stati interni, dei propri pensieri, per arrivare alla comunicazione con l'altro.

Una cosa è chiara per me: i contenuti non sono più gli assi portanti, sono ovviamente im-portanti ma diventano strumenti per arrivare a costruire un'identità del discente a tutto tondo, in grado di far emergere le sue capacità, le sue peculiarità esistenti, per andare a costruire, far crescere e consolidare competenze che lo rendano una persona in grado di agire nella realtà in modo coerente, integrato, armonioso, consapevole.

Non voglio essere l'insegnante che dà tutte le risposte.

Il mio ruolo consiste nel "creare problemi", suscitare risposte il più possibile varie, creative ma coerenti, stimolare il confronto, accompagnare il cambiamento.
So che il mio alunno acquisisce competenze anche al di fuori delle mura scolastiche, ma so anche che la scuola e il mio ruolo all'interno di essa fanno la differenza, sono da considerarsi spazio privilegiato di incontro, riflessione, apprendimento e formazione dell'essere umano.

Questo fa di noi degli esperti di didattica, professionisti seri, insegnanti appassionati: la ricerca, la curiosità, la capacità di porsi delle domande e il bisogno di dare risposte devono essere prima di tutto una competenza dell'insegnante, solo così può diventare modalità di essere e di apprendere degli allievi che incontra.

Quest'anno uno dei compiti significativi per la mia classe, quello a cui dedicheremo gran parte delle nostre energie e attività, sarà la striscia montessoriana della storia personale. Al suo interno possono viaggiare numerosi linguaggi che abbracciano diverse discipline, essa rappresenta un percorso davvero creativo, in cui ciascun bambino, attraverso fotografie, oggetti, racconti e memoria avrà la possibilità di narrare la propria vita dalla nascita fino ad oggi.

L'alunno imparerà a raccogliere informazioni, dati, date, racconti, vissuti, a dare loro una forma, uno spessore, un ordine, un senso, egli diventerà lo storico della propria esistenza.

In questa prima forma di autobiografia noi docenti del team lavoreremo insieme, superando le rigide divisioni tra materie; la striscia e il libro dei ricordi significativi sarà il nostro "pozzo" di acqua, "sorgente" (per usare il termine di Beatrice una nostra alunna) da cui attingere ma anche da cui partire; c'è molto materiale su cui lavorare per sviluppare le competenze del bambino e dare risposta al suo diritto di sapere, saper fare e saper essere.

La parola VITA sarà il motivo conduttore di questo anno scolastico, si parlerà di lei in tutte le sue meravigliose forme, ci aiuteranno un orto dinamico, l'adozione di alcuni bruchi che diverranno farfalle, la poesia, la memoria.

Tutto il percorso e ciò che realizzeremo si concretizzerà in una mostra organizzata dai nostri bambini, un allestimento finale che sarà occasione per valutare ciò "che ci porteremo a casa" di questo viaggio.

Melchiorre Simonetta insegnante di scuola primaria presso l'I.C. Maria Montessori di Roma e Art-Counselor
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