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n 37 novembre 2013
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Articolo 'Volersi bene insieme'  >>>
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Volersi bene insieme
Laboratorio sull'affettività
di Agolino Simona Loretta - Organizzazione Scolastica
Quest'anno nelle mie due classi mi sono trovata in difficoltà, perché spesso accadeva che i bambini litigassero senza motivo, tanti piccoli dispetti che allontanano piuttosto che avvicinare. Mi sono chiesta, allora, se il mio modo di insegnare non dovesse non solo trovare una soluzione alle continue scaramucce, ma dare loro un vero e proprio aiuto per riconoscere l'altro e costruire un rapporto con l'altro.
In questo mutato contesto sociale avere coscienza dei processi di costruzione dell'identità è importante, forse più di prima: conoscersi, sapersi presentare e descrivere, e al tempo stesso ascoltare l'altro, ciò che ti può dare o chiedere, sono abilità che aiutano i bambini a prendere consapevolezza della propria identità personale e sociale.

Con questi presupposti ho avviato il percorso sull'educazione all'affettività, un laboratorio attualmente in corso nelle mie classi.
E' importante il raccontarsi per farsi comprendere dall'Altro.
E' importante la riflessione su se stessi e sui comportamenti che ognuno di noi mette in atto nelle relazioni umane, per riflettere sulle proprie azioni, sui pregi e sui difetti, per riconoscere le reazioni emotive che ognuno innesca quando si relaziona con gli altri.
E' importante il valore dell'amicizia, il saper distinguere i desideri e i sogni dalla realtà; conoscere e riconoscere i luoghi e i tempi per poter esprimere le proprie esigenze, riflessioni, curiosità; imparare a comunicare le proprie difficoltà.
La base per consentire la realizzazione della propria conoscenza e avviare un processo di integrazione è trovarsi in un clima relazionale positivo, volto all'accoglienza delle diversità dei singoli, alla valorizzazione delle risorse, allo scambio di emozioni, al rispetto di se stessi e degli altri. La gestione dei conflitti è una tappa fondamentale nel percorso di crescita e diventa uno spazio di confronto con se stessi e con gli altri, se ben gestita e regolata dagli insegnanti, in modo che non diventi semplicemente ... una situazioni difficili.
L'apertura al dialogo, non solo tra bambini ma soprattutto tra adulti e tra colleghi e il lavoro di team, all'interno del quale tutti i docenti devono rivestire un ruolo paritario, sono elementi fondamentali per determinare la qualità del clima relazionale nel quale bambini e bambine vivono e condividono l'esperienza scolastica.

E' in quest'ottica che noi docenti dovremmo lavorare ma non sempre si è focalizzati sugli alunni e sul gruppo, alcune reticenze e reali preoccupazioni spostano l'attenzione sui contenuti piuttosto che sulle relazioni che spesso diventano "importanti" solo quando sono difficili.
Cerco di presentare loro il vantaggio di volersi bene e di voler bene agli altri: la gestione delle emozioni, dei sentimenti e degli stati d'animo che ogni giorno viviamo, e come noi vivono anche i bambini, ha necessità di essere educata, allenata, ragionata. Riconoscere emozionalmente ciò che ci accade, e dare una "etichetta" a ciò che ci succede, permette di vivere le situazioni, positive o negative che siano, con maggiore cognizione e facoltà di agire; inoltre aiuta ad affrontare le situazioni conflittuali utilizzando modalità più risolutive,come il dialogo e l'ascolto.
Relazionarsi con il mondo è più semplice se si riesce a relazionarsi bene con se stessi ma spesso quest'ultimo aspetto viene sottovalutato.

La creazione di un clima di classe collaborativo, improntato al rispetto e all'aiuto reciproco, in cui tutti possano sentirsi accolti e accettati; esplicitare nel gruppo alcune dinamiche generali, per favorire la creazione di un clima positivo, in cui gli scambi comunicativi e relazionali risultino efficaci alla dimensione di gruppo; fornire un'esperienza che possa aiutare i bambini a far emergere le reali dinamiche relazionali esistenti nel gruppo classe, con lo scopo di socializzare, stabilire relazioni interpersonali positive, facilitare lo sviluppo di competenze empatiche, sviluppare il senso di appartenenza al gruppo; ampliare il proprio repertorio comportamentale relativo alle abilità relazionali e comunicative.
Questa la cornice di riferimento con cui l'educazione all'affettività permanea ogni momento della giornata vissuta insieme, quando si fa lezione insieme, quando si gioca o si fa attività motoria: ogni attività finalizzata a "fare gruppo" "a stare bene insieme". Certo non è sempre facile, alcune azioni mirate vengono utilizzate ogni volta che accade qualche dinamica che non si risolve e che scatena un disagio per i bambini. Il percorso prosegue e i risultati cominciano lentamente a manifestarsi. Ci vuole pazienza e perseveranza. E per sostenermi e incoraggiarmi mi dico: volersi bene e rispettare l'ALTRO, fa bene a tutti, grandi e piccini.
Semplice, no!


Simona Loretta Agolino, Giurista, docente I.C."2 Ottobre 1870", piazza Borgoncini Duca Roma.
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