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n.39 gennaio 2014
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Vuoi parlare con me?
Ridiamo la parola ai non udenti
di Riccardi Barbara - L'intervista
Torino - novembre 2013 al Museo Egizio è stato presentato "Google Glass4 Lis", la prima sperimentazione mondiale, made in Italy, che attraverso degli occhiali permette ai non udenti di poter vedere, tramite una lente-display, un avatar che traduce simultaneamente in Lis, il linguaggio dei segni, le descrizioni dei vari reperti storici.



Il video promo di questa opportunità innovativa lancia lo spot: "Per chi non sente dalla nascita l'italiano è la seconda lingua, la prima è quella dei segni".

A questa affermazione, arriva immediata la risposta dell'Associazione delle Famiglie Italiane per la Difesa dei Diritti delle Persone Audiolese "Fiadda" che promuove da sempre la partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva, attraverso l'esercizio del diritto alla parola e al recupero della capacità percettiva uditiva, e s'impegna per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni affinché si prenda coscienza dei loro bisogni e potenzialità nella realtà odierna, ma anche per cambiare quello stereotipo che ancora oggi fa percepire la persona sorda come appartenente ad un minoranza linguistica e comunità culturale separata. Il Presidente Antonio Cotura: "Falso e aberrante il messaggio è il dato sulle 60mila persone sorde per le quali l'italiano sarebbe seconda lingua...Siamo veramente disorientati, sconcertati e arrabbiati, come persone sorde italiane e loro famiglie. La lingua è una sola, l'italiano e affermazioni di questo genere sono discriminatorie, false e tendenziose, specie se unite all'adattamento opportunista e strumentale del dato numerico".

Torino non è l'unico esempio, anche il Festival della canzone di San Remo con il cantante Daniele Silvestri e la sua "A bocca chiusa", sono stati vetrina al mezzo di comunicazione Lis.
La risposta della Fiadda: "L'Italia, contrariamente a quanto affermato da Silvestri, è un Paese molto avanti rispetto ad altri...molte persone sorde sono ben liete che il loro Stato non le riconosca forzatamente appartenenti ad una minoranza linguistica separata, quella della Lis, insomma oggi non vi è alcun bisogno di riconoscimento Lis, è già tutto garantito. L'Italia è di tradizione oralista, ovvero ritiene che per non isolare le persone sorde bisogna metterle in condizioni di esprimersi e relazionarsi con le altre persone mediante l'uso della lingua italiana, che comprende anche la forma scritta contrariamente alla Lis, che non essendo lingua verbale, ne è completamente priva. L'Italia è il Paese che per primo ha chiuso gli Istituti speciali per sordi avviando gli alunni nelle scuole di tutti. E' anche bene sapere che oggi più che mai è possibile per tutti i bambini nati sordi, anche con sordità profonda, acquisire competenza nella lingua italiana e perfino capacità percettiva uditiva. Su questi obiettivi si fondano gli attuali bisogni. D'altro canto tutte le persone sorde che ancora necessitano dell'ausilio della Lis sono anche esse ben tutelate dalla vigente legislazione, nei diversi ambiti: assistenti nelle scuole ed interpreti nelle università, nelle aule giudiziarie, in programmi televisivi, attraverso benefici economici ed assistenziali, agevolazioni fiscali di varia natura ed esenzioni...E' auspicabile che, passata questa fase enfatica e talvolta emotiva, si torni a parlare con serenità dei reali ed attuali problemi, a cominciare dal lavoro visto anche il contesto del 1° maggio, che le persone sorde devono affrontare ogni giorno, come tanti altri cittadini e tante altre persone con disabilità fortemente creditrici verso le politiche sociali messe in campo attualmente dallo Stato...è tanto difficile pensare di predisporre servizi di sottotitolazione un po' ovunque, nei luoghi pubblici, della cultura, dell'arte e del tempo libero e quindi perfino in piazza San Giovanni a Roma. In fondo si tratterebbe di buona progettazione universale, a vantaggio di tutti e non solo di cosiddette categorie di disabili.

L'Arte dell'Incontro ha pronto per me l'incontro con la famiglia "Fiadda" nelle vesti di Emilia Del Fante, Antonio Cotura e Valeria Cotura.

Il vostro mettervi in gioco verso questa "nuova visione di ascolto", che cosa vuol produrre anche nel mondo della Scuola?
"Da tanti anni siamo costretti a visitare i Palazzi del potere e constatiamo un peggioramento, una forma di chiusura verso quelle misure che davvero possano garantire inclusione, pari opportunità e diritto di cittadinanza per le persone sorde.
Fare diagnosi precoci è il primo dovere e soprattutto la Scuola deve trovarsi nelle condizioni di poter svolgere la sua funzione pedagogica ed educativa, investendo nella formazione e nella responsabilità dei docenti curriculari, nella condivisione delle problematiche, non delegando del tutto ad altre figure, che svolgono funzioni necessarie e parallele, ma non esclusive.
La "Fiadda" svolge da anni il Servizio all'Assistenza alla Comunicazione nelle Scuole di Roma e Provincia, attraverso operatori di grande professionalità e competenza adeguatamente formati attraverso corsi seri e rigorosi. Approfitto per sfatare il pregiudizio di molti, anche docenti, che credono che il Servizio si svolga a favore di alunni segnanti, non è assolutamente così, gli assistenti sono previsti dalla legge 104 per tutti gli alunni con disabilità sensoriale.
Personalmente non ho nulla contro la Lis, la rispetto, come rispetto coloro che la usano, riconosco che è e può essere una necessità fondamentale per alcune persone sorde in determinate circostanze, ma questo non giustifica assolutamente il suo riconoscimento come lingua di un specifica comunità. La Lis è contemplata dalla legge 104, mi si può obiettare che si tratta di una legge quadro, certamente si possono definire e migliorare, attraverso una normativa ad hoc, ambiti, contesti e situazioni, persino lo status degli interpreti, ma il riconoscimento sarebbe discriminatorio nei confronti delle tante persone sorde che vivono nell'ombra, responsabilmente, senza tanti clamori la loro vita ed il loro deficit sensoriale. Ma servirebbe davvero alle persone sorde un simile riconoscimento o non tornerebbe forse utile ai bisogni degli altri?
A noi non interessa fare le guerre, interessa che si operi per le cose giuste e serie, non anacronistiche. Per questo abbiamo prodotto il nostro spot "Vuoi parlare con me?", un messaggio d'amore e di tenerezza, per restituire la parola alla persona sorda è quanto ha scritto il suo autore che è anche il regista di "Io straniera?" il giorno dell'evento alla Casa del Cinema.



Così approfitto è chiedo direttamente a Valeria, l'attrice principale dello spot.
Ci puoi raccontare una particolarità della tua esperienza personale per rendere possibile restituire la parola alle persone con il deficit della sordità?
"Ogni nuova parola acquisita ed espressa attraverso la voce, la padronanza e la consapevolezza del suo significato, è sempre stata una conquista emozionante, che mi faceva sentire più ricca e felice di tanti udenti che parlano e non sanno quello che dicono.
La parola mi ha insegnato anche a studiare ed ascoltare, a cogliere l'armonia della poesia, a mettermi in comunicazione con il mondo circostante. Attraverso la parola sto imparando a saper leggere per sapere scrivere per sapere pensare per sapere vivere.
Ovviamente la conquista della parola non può cancellare i problemi, anche perché crescendo si evidenziavano sempre più le difficoltà comunicative, i momenti difficili nei quali si avverte il vuoto della solitudine, si conosce il silenzio dell'incomunicabilità, si sperimenta sulla propria pelle la superficialità e l'ottusità umane.

Ciononostante la bellezza profonda ed indimenticabile della parola che permette di accrescere la conoscenza, di aprire nuovi orizzonti, di stimolare lo spirito critico mi ha aiutato a superare le difficoltà e mi ha posto in una condizione positiva e propositiva verso la vita. La parola diventa amica e parte di te, la vivi e impari a riconoscerla, perché le parole non stanno lì per caso, non le portano le cicogne come dice Roberto Vecchioni in un suo affascinante libro - "...ma sono traccia di sensazioni antiche, dicono l'andata e il ritorno del nostro rapporto con le cose, l'emozione dell'incontro e dello scontro, sono lo specchio di un popolo, del suo mutar di pelle o della sua immutabilità, cambiano insieme alla vita e vanno a significare la tua tragedia e la tua commedia".

La famiglia "Fiadda", un'alleanza di intenti che si intersecano, in cui è ben radicato l'obiettivo di "dare voce".

Mi chiedo come mai luoghi come San Remo o la Festa del 1 Maggio a Roma non siano ancora organizzati per rendere accessibile "l'ascolto sottotitolato". A Parigi quasi tutti i grandi film stranieri sono proiettati in lingua originale con sottotitoli in francese. Questo a Roma è più difficile, una volta a settimana è possibile usufruirne all'Alcazar, al Nuovo Sacher, alla Casa del Cinema, al Palazzo dei Congressi all'interno delle sue manifestazioni e raramente all'Intrastevere, al Greenwich e al Farnese il Nuovo Sacher, ma solo in determinate occasioni, mentre il cinema storico, il Metropolitan in Via del Corso, fautore di tale servizio, è stato chiuso. Attivare la sottotitolazione, oltre entrare in un'ottica di civiltà, verrebbe incontro non solo alle persone non udenti, ma anche ai tanti turisti stranieri che vivono nel nostro Paese e anche a chi ama guardare i film in lingua originale, per poterli apprezzare nella lingua con cui è stato pensato e realizzato.

In attesa di questa risposta "civile", è utile sapere che è stata creata l'app MovieReading che permette di leggere i sottotitoli del film in audiovisione su dispositivi smartphone e tablet, un servizio a disposizione all'interno per esempio delle sale del circuito UciCinema. Diventa quindi importante la capacità di fare piccoli passi verso il miglioramento di una inclusione ad ampio raggio e questa riflessione non deve fermarsi solo al mezzo comunicativo cinema o musica, ma è necessario investire per rendere accessibili i contenuti educativi/formativi/culturali che sono a disposizione per una crescita di una società garante di qualità per...TUTTI!!

Barbara Riccardi, counselor, docente IC Via Frignani, Spinaceto- Roma

Il sito della Fiadda http://www.fiadda.it/
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