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n.56 ottobre 2015
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Wonder: una storia di "straordinaria" bellezza
Come affrontare il mondo con una faccia fuori dal comune.
di Ansuini Cristina - Dedicato a te
Che capolavoro è l'uomo! Nobile d'intelletto,
dotato d'una illimitata varietà di talenti;
esatto nella sua forma e in tutti i suoi atti;
compiuta, ammirevole creazione:
pari a un dio nella mente, e nell'azione a un angelo.
Lui, la bellezza del mondo...!

(Shakespeare, Amleto)

Il mio incontro con questo libro è stato casuale: non lo avevo scelto come compagno di lettura in classe e non lo avevo nemmeno notato sugli scaffali della biblioteca, ma era uscito fuori durante una conversazione all'interno del mio gruppo di lettura, al di fuori della scuola.
Mi ha però subito catturato ed è rimasto dentro come un sorriso segreto.
"Wonder" racconta di August Pullman, detto Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale dovuta alla sindrome di Treacher-Collins, e del suo incontro con il mondo della scuola.

La sua famiglia lo ha sempre protetto, gli ha addirittura organizzato una scuola casalinga, ma quando Auggie compie 11 anni i genitori decidono di iscriverlo ad un scuola media "normale", per metterlo a contatto con la "vita vera".
Da questo "rito di passaggio" nasce tutta la storia, una storia lunga tutto un anno scolastico, raccontata a più voci, che permette di vedere quello che succede ad una persona speciale che si trova ad affrontare un mondo considerato "normale", ma per lei completamente nuovo ed estraneo: i suoi timori, le sue perplessità, i suoi rapporti con compagni ed insegnanti, le sue relazioni con amici e familiari...
Un'avventura lunga un anno - scolastico -, divisa in otto parti e narrata a più voci: oltre che il protagonista, a parlare sono le persone che circondano Auggie, chi lo conosce fin da piccolissimo, come chi ha scelto di essergli amico, mettendosi contro il rifiuto e la diffidenza iniziale di chi si ferma all'apparenza.
Ci saranno alti e bassi, battute d'arresto e accelerazioni, ma alla fine l'intelligenza e la sensibilità del protagonista, unitamente al gran serbatoio d'amore su cui può contare, gli consentiranno di approdare felicemente alla conclusione del percorso.

Il libro è ricco di bei dialoghi, descrizioni emotive, episodi ben congegnati e personaggi caratterizzati al meglio: il preside e gli insegnanti sono quelli che ognuno vorrebbe avere! Attenti, carismatici, lungimiranti, creativi... ogni persona di scuola ci trova - o vorrebbe trovarci - un pezzetto di sé.
Ha anche una colonna sonora: ognuna delle otto parti del libro è introdotta da citazioni o canzoni e tra le pieghe della storia sono spesso nascosti brani evocativi e suggestivi.
Una parte che mi è piaciuta molto e che viene ripresa nella ricca appendice al libro, è quella dei precetti del Signor Browne: sono delle frasi che il professore dà ogni mese ai suoi allievi, frasi cui ispirarsi per produrre dei cambiamenti o riflettere su qualcosa che sta accadendo - sappiamo bene come la vita di un adolescente, o quasi, sia un susseguirsi di vicende a volte rocambolesche che hanno il continuo bisogno di essere monitorate e metabolizzate-.
Alla fine dell'anno il professore propone ai suoi alunni di scrivergli una cartolina dalle vacanze, con sopra il proprio precetto personale: ne ottenerà una collezione davvero invidiabile.

"L'ultimo precetto
Ecco cosa c'era scritto sulla lavagna del signor Browne quando siamo entrati nella classe di inglese l'ultimo giorno:

PRECETTO DI GIUGNO DEL SIGNOR BROWNE

Vivi l'oggi e cerca il sole!
(The Polyphonic Spree)

BUONE VACANZE ESTIVE, CLASSE I B!
È STATO UN ANNO FANTASTICO E SIETE STATI UN'OTTIMA CLASSE.

Se ve ne ricordate, speditemi una cartolina quest'estate
con il VOSTRO precetto personale, per favore.
Può essere qualcosa che vi siete fatti venire in mente da soli, oppure
qualcosa che avete letto da qualche parte
e che ha un particolare significato per voi
(in tal caso, non dimenticate la fonte, vi prego!).
Non vedo l'ora di riceverle.

TOM BROWNE
563 SEBASTIAN PLACE
BRONX, NY 10053"

È facile immedesimarsi nei personaggi e rivivere nella propria realtà scolastica quello che accade a Auggie: magari in misura diversa - il limite del protagonista di Wonder è davvero grande -, ma ognuno di noi si confronta quotidianamente con diversità stigmatizzate, con tentativi falliti di "essere come gli altri", di esclusioni ostinate verso chi ha qualcosa che non è immediatamente leggibile.

La storia di August ci dice che qualcosa possiamo sempre fare e che la riuscita è possibile, anche nelle difficoltà più estreme.
Il libro, finalista del premio Andersen, è consigliato per ragazzi dai 13 anni, ma non lo vedrei male come lettura collettiva anche negli ultimi due anni della scuola primaria: ho scoperto che una mia collega con una situazione difficile lo ha proposto in quarta ed i risultati sono stati ben visibili ad occhio nudo.

PRECETTO DI AUGUST PULLMAN
Ognuno dovrebbe ricevere una standing ovation almeno una volta nella vita, perché tutti "vinciamo il mondo". (August Pullman)


di Cristina Ansuini
Dottore in Psicologia, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma.
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