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La Dislessia
Quello che un insegnante deve sapere e ciò che può fare
Quante volte, ci si trova dinnanzi a bambini che nutrono profonde difficoltà nel leggere e scrivere correttamente, se si osservano con attenzione anche con occhio poco esperto, è possibile notare le energie che questi bambini investono per poter leggere pochissime righe, commettendo molti errori ed imprecisioni.
Probabilmente in taluni casi ci si trova di fronte ad una problematica che comunemente prende il nome di dislessia, ovvero una difficolta' che riguarda la capacita' di leggere e scrivere in modo corretto e fluente.
Il bambino ha difficoltà a mantenere l'attenzione e gli riesce difficile concentrarsi anche se è molto vivace e creativo.
Queste difficoltà non possono essere attribuite ad insufficienti capacità intellettive, a mancanza d'istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali.
Tale sindrome sembra difatti strettamente legata alla morfologia del cervello. Secondo la stessa nozione data dall'International Dyslexia Association: "La dislessia è una disabilità dell'apprendimento di origine neurobiologica", non è quindi una malattia o un problema mentale. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento come disabilità per cui non è possibile apprendere la lettura, la scrittura o il calcolo aritmetico nei normali tempi e mediante i consueti metodi di insegnamento.
Il disturbo della lettura viene classificato all'interno del DSM-IV-TR (manuale diagnostico) come un disturbo specifico dell'apprendimento ed è così definito "la lettura orale è caratterizzata da distorsioni o omissioni; sia la lettura orale che quella a mente sono caratterizzate da lentezza ed errori di comprensione". Tale disturbo si manifesta associato spesso a disturbo del calcolo ...
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Gli occhi dei bambini
Entro in classe...
Entro in classe, come al solito richiamo l'attenzione dei bambini osservandoli
e stando in silenzio affinchè possano prestare attenzione a ciò che dirò.
Ma... i miei occhi sono catturati da quelli di T. tristi e sconsolati.
Allora mi avvicino e chiedo se c'è qualcosa che non va, ma lui risponde che va tutto bene.
Non sono convinta.
T. mi chiede di andare al bagno, lo seguo e lui scoppia in un pianto a dirotto,
liberatorio.
Lo accarezzo, lo incorag...
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