Il ritorno dell'"anticipo"
Ovvero il bluff delle scelte della Famiglia
La legge 28 marzo 2003 n°53 (la "legge Moratti") aveva riportato alla ribalta, tra altri, il problema degli anticipi, soprattutto per quanto riguarda l'iscrizione alla classe prima della scuola elementare. Infatti il legislatore stabiliva: "...possono essere iscritti al primo anno della scuola primaria anche le bambine e i bambini che compiono i sei anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento" indi per cui, per legge, è stato possibile, su richiesta volontaria delle famiglie, iscrivere bambini non ancora seienni alla classe prima delle nostre scuole elementari. La questione diventa più intricata se volgiamo l'attenzione ancora più indietro, all'anno iniziale della Scuola dell'Infanzia; sempre la stessa legge aveva reso possibile anticipare l'ingresso ai bambini di due anni e ½ ,e sempre su richiesta volontaria delle famiglie.
Prima d'allora nel nostro paese si era potuto rilevare una certa tendenza culturale ad anticipare le iscrizioni dei propri figli alla prima elementare da parte di un discreto numero di genitori; le ragioni sottese a tale scelta sono molteplici e di molteplice natura, ma resta il fatto che per molto tempo si è alimentato una sorta di sottobosco educativo gestito nello spazio interno della famiglia e sostenuto dal comparto scolastico privato, che ha dato il via in particolar modo al fiorire del fenomeno cosiddetto della primina. Il termine, diminutivo di prima elementare sta qui ad indicare una specie di mini -percorso di apprendimento dei prerequisiti della le...
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