Ma che aspettate a batterci le mani?
Le impensate opportunità dello spettacolo di fine anno
Vado sempre più maturando la convinzione che nelle attività svolte a scuola, ed elaborate con tanta solerzia e una non indifferente forza di volontà, nonostante gli ostacoli che ci vengono frapposti quotidianamente...- debbano esserci tanti elementi diversi, buoni per tante chiavi di lettura, da quella posta più in superficie, e quindi più leggibile da tutti, a quella più ermetica e nascosta che però, se la si riesce a decriptare, diventa quella che dà le maggiori - e migliori! - risposte e soddisfazioni.
Un'occasione da non farsi sfuggire , in questo senso, è certo quella dello spettacolo di fine anno che, se ben gestito, può essere il veicolo privilegiato delle informazioni e delle notizie più varie, sulla classe e non, e può dare a genitori e parenti in genere, quelle chiavi di lettura del lavoro svolto di cui parlavo prima.
Come già raccontato in altre occasioni - vedi articolo dicembre 2008 - ho sempre visto tale spettacolo come qualcosa da costruire via via con i bambini, mettendo insieme pezzi di percorsi fatti insieme, esperienze, emozioni condivise, per dare all'esterno un po' il senso della nostra quotidianità.
Questo consente ai bambini di partecipare appieno a tale attività, di sentirla propria e quindi di metterci volentieri qualcosa di sé.
La cosa non sfugge certo ai genitori, che apprezzano non poco l'originalità dello spettacolo, nonché la condivisione dei prodotti del nostro lavoro.
Il nostro spettaco...
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