Il bugiardino che mette in guardia
Dove stanno andando i nostri figli/alunni?
Provate ad entrare all'improvviso in un'aula di scuola dell'infanzia e soffermatevi ad osservare i bambini che giocano. Chi con i pupazzetti anima i personaggi in un solitario gioco dei ruoli, chi tenta costruzioni sovrapponendo cubi e dando un significato fantastico al tutto, chi improvvisa con il compagno un mercatino di finti ortaggi e finti soldi, chi, nell'angolo della cucina, finge di essere cuoco e serve dei piatti pronti ai compagni, chi, non riuscendo a trovare nulla o occasione per "mettersi in gioco"....disturba.
Osservando l'impegno con il quale agiscono, si immedesimano, si arrabbiano, è impossibile non capire che per quei i bambini, per tutti i bambini, il gioco è un "lavoro", essenziale, importante che va ben oltre il perdere o impiegare il tempo, è una necessità.
E poiché, io ritengo, spesso noi dimentichiamo di essere dei mammiferi e perciò apprendiamo attraverso tutti i sensi, man mano che il bambino cresce ha bisogno di attivarli tutti, di mettersi in gioco totalmente, con tutta la sua fisicità perché anche da essa, e in essa, trova appoggio per costruire le sue conoscenze.
Vi porto degli esempi che potrebbero sembrarvi banali ma che, ai fini dell'apprendimento, e non solo di quello scolastico ma di quello che ci segue e che noi continuiamo a costruire in tutto l'arco della vita, risultano basilari.
Prendiamo per esempio un bimbo che gioca in un prato, scava nella terra, tira sassi, si arrampica su un...
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